Cronache dall’impeachment
11 Novembre Nov 2019 0600 11 novembre 2019

Ucrainagate, si apre la settimana delle audizioni pubbliche. E i Repubblicani vogliono far testimoniare il whistleblower

Anche al tempo del processo a Richard Nixon gli interrogatori, trasmessi in televisione, furono un momento di svolta perché coinvolsero i cittadini americani. I Dem sperano che la cosa si ripeta. I loro avversari rispondono chiedendo di sentire l’uomo, rimasto anonimo, da cui è scaturita l’indagine

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Brendan Smialowski / AFP

La settimana più importante dall’inizio dell’impeachment
Si apre la settimana in cui i Democratici porteranno l’indagine relativa alla messa in stato di accusa di Trump davanti al popolo americano. Mercoledì e venerdì saranno infatti i giorni delle audizioni pubbliche, trasmesse in diretta televisiva. Durante la procedura di impeachment contro Richard Nixon, le audizioni pubbliche furono un momento di svolta, in grado di cambiare l’opinione pubblica fino a quel momento contraria o poco interessata. I Democratici sperano di ottenere lo stesso effetto chiamando a testimoniare funzionari che spiegheranno come Trump abbia fatto pressioni sull’Ucraina affinché indagasse sul suo rivale politico Joe Biden.

Chi testimonierà
Mercoledì toccherà a Bill Taylor, tuttora il principale funzionario del Dipartimento di Stato in Ucraina. Nella sua deposizione a porte chiuse, Taylor ha sollevato preoccupazioni circa l’attività ombra in politica estera perseguita da Rudy Giuliani. Ci si aspetta quindi che ripeta la stessa testimonianza pubblicamente. Sempre mercoledì, ci sarà la testimonianza di George Kent, che parlerà degli sforzi di Giuliani per rimuovere l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina Marie Yovanovitch dal suo incarico (fu rimossa a maggio). Venerdì la stessa Marie Yovanovitch testimonierà pubblicamente e darà la sua versione dei fatti.

Il braccio di ferro sul whistleblower
I Repubblicani insistono nel voler chiamare come testimone il whistleblower ovvero l’ufficiale della Cia che dopo la telefonata di Trump con il presidente ucraino Zelenesky scrisse un richiamo ufficiale. I democratici non vogliono invece farlo testimoniare perché ne vogliono proteggere l’identità e perché sostengono che ciò che è riportato nel documentato redatto dal whistleblower è ormai superato e corroborato da tutte le testimonianze successive. Il repubblicano Lindsey Graham ha detto alla Cnn che senza la testimonianza del whistleblower l’indagine per lui è invalida.

La lista dei testimoni presentata dai repubblicani
Oltre al whistleblower, nella lista dei testimoni che i Repubblicani vorrebbero chiamare c’è anche Hunter Biden, figlio del vice presidente Joe Biden: i Repubblicani vogliono chiamarlo per dimostrare che il suo posto all’interno del consiglio di amministrazione della società ucraina Burisma era stato ottenuto grazie al padre, insinuando il sospetto non solo di nepotismo, ma anche di corruzione e quindi giustificando l’interesse di Trump in Burisma come una reale volontà di combattere la corruzione. I democratici nella persona di Adam Shiff, presidente della commissione intelligence che sta guidando l’indagine, hanno già fatto sapere che non acconsentiranno alla chiamata di Hunter Biden per non spostare il fuoco dell’indagine che è e deve rimanere Trump.

Un’altra telefonata tra Trump e Zelenesky
La Casa Bianca ha annunciato che renderà pubblica la trascrizione di un’altra telefonata tra Trump e Zelensky oltre a quella parzialmente divulgata e risalente al 25 luglio. Questa seconda telefonata risale ad aprile, quindi prima di quella al centro dell’indagine di impeachment.

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