Dossier
Cronache dall'impeachment
CRONACHE DALL’IMPEACHMENT
13 Novembre Nov 2019 0600 13 novembre 2019

Ucrainagate, inizia lo show delle audizioni pubbliche

La seconda fase dell’indagine relativa alla messa in stato di accusa di Donald Trump parte con la testimonianza del funzionario del Dipartimento di Stato Bill Taylor e del diplomatico George Kent. I dem puntano sullo storytelling, fornire una narrazione credibile, senza perdersi in dettagli tecnici

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SPENCER PLATT / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

Il programma di oggi
Inizia oggi, con le audizioni a porte aperte, la seconda fase dell’indagine relativa alla messa in stato di accusa di Donald Trump. Alle 10 del mattino a testimoniare saranno Bill Taylor, tuttora il principale funzionario del Dipartimento di Stato in Ucraina, e George Kent, diplomatico che dal 2018 ricopre il ruolo di viceministro aggiunto per gli affari europei ed eurasiatici. I due siederanno allo stesso tavolo e saranno ascoltati insieme. Nella sua deposizione a porte chiuse, Taylor aveva sollevato preoccupazioni circa l’attività nei confronti dell’Ucraina portata avanti da Rudy Giuliani. Ci si aspetta quindi che ripeta la stessa testimonianza pubblicamente. George Kent parlerà degli sforzi di Giuliani per rimuovere l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina Marie Yovanovitch dal suo incarico.

Come funzioneranno le audizioni
In apertura, i democratici e i repubblicani avranno un massimo di 45 minuti di tempo per ciascun schieramento per le dichiarazioni di apertura e per il primo giro di domande. Dopo l’audizione proseguirà in modo classico con i soliti cinque minuti a disposizione per ciascuno.

I protagonisti
Adam Schiff, presidente della commissione intelligente, è il più alto in grado tra i democratici. Il suo corrispettivo tra i repubblicani è David Nunes. È probabile che saranno loro due a fare le deposizioni di apertura. Siccome però i membri della commissione possono delegare persone dello staff a condurre l’indagine, è molto probabile che entrambi gli schieramenti si affideranno a professionisti dell’interrogatorio. Per i democratici c’è Daniel Goldman, un ex procuratore federale del South District di New York che si è unito alla commissione a marzo e ha già guidato gli interrogatori nelle deposizioni a porte chiuse. Per quanto riguarda i repubblicani c’è Steve Castor, consulente investigativo, e Jim Jordan, membro del congresso, rappresentante per l’Ohio. Alla fine dei 90 minuti, il resto dei membri del panel avrà ciascuno cinque minuti per interrogare i testimoni.

L’accusa dei democratici
Il compito dei democratici è fondamentalmente di storytelling: devono creare una storia credibile, dipingere un quadro e per farlo non devono perdersi nelle minuzie tecniche ma puntare sulla narrazione, avendo a disposizione testimoni credibili nell’aspetto e nei contenuti. Come scrive CNN: « democratici devono raccontare ciò che dicono di aver visto a porte chiuse ovvero un governo degli Stati Uniti lanciato in testa da attori esterni che prestano servizio per volere del Presidente. Una politica estera e un interesse nazionale resi secondari ai capricci e ai rancori personali della Casa Bianca. Una serie di diplomatici di carriera sconvolti - o peggio - da un effetto domino dispiegato di bugie, cattiva fiducia e decisioni di politica che minano gli interessi degli Stati Uniti con uno stretto alleato - e come tutto ciò abbia condotto porti direttamente al Presidente e al suo cercare di ottenere un’indagine su un rivale politico. I legislatori affermano di aver visto questo quadro ripetutamente, con dettagli vividi, a porte chiuse. Ora devono mostrarlo al pubblico, quello dal vivo e quello davanti alla televisione».

La difesa dei repubblicani
I repubblicani si presentano a difendere Trump basandosi su quanto appunti fondamentali, descritti in un documento di 18 pagine che costituisce la loro linea difensiva per Trump, con o senza l’aiuto della Casa Bianca. I quattro punti sono: 1) la trascrizione della telefonata del 25 luglio tra Trump e Zelensky non mostra condizionalità o prove di pressione da parte di Trump 2) Zelensky e Trump hanno detto che non c'è stata alcuna pressione durante la telefonata del 25 luglio il governo ucraino non era a conoscenza della sospensione degli aiuti militari da parte degli Usa 4) gli aiuti militari sono stati poi sbloccati e erogati l'11 settembre.

I grandi assenti
John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale e Mick Mulvaney, chief of staff del Presidente. Entrambi convocati dalla commissione di intelligence non si sono presentati. Bolton si è rivolto a un giudice federale, affinché sia lui a decidere e eventualmente costringerlo a testimoniare. Siccome però i tempi di deliberazione della corte sono lunghi, i democratici con tutta probabilità decideranno di lasciar perdere e di fare a meno della sua testimonianza, così come quella di Mulvaney.

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