Con Mara Carfagna
14 Novembre Nov 2019 0600 14 novembre 2019

Per Osvaldo Napoli, Renzi fa la sua strada «ma se decide di virare verso le nostre posizioni, ben venga»

Il deputato di Forza Italia considera la crisi del partito un problema di progetto politico e fa notare come lo spazio centrista attualmente sia popolato «da troppi generali, molti dei quali senza esercito»

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Quando è in atto una crisi, la passività non fa che accrescere l’impotenza, chiosava Henry Kissinger. Nel caso di Forza Italia, ogni sole cresce tra la paura di essere fagocitati, o peggio ancora di sgretolarsi. C’è tuttavia qualcuno rimasto ancora in difesa del Re, o sarebbe meglio dire del Cav: Osvaldo Napoli, deputato azzurro, condivide gli spunti di Mara Carfagna ma senza dimenticare che «Berlusconi è la storia di Forza Italia, mentre il vero problema è la linea e il progetto politico: le differenziazioni all’interno di un partito non portano alle rotture, anzi, direi che è l’esatto contrario».

Osvaldo Napoli, c’è la possibilità di un’implosione di Forza Italia o sono solo strategie di singoli?
Nella maniera più assoluta il centrodestra ha bisogno di una nuova meta e di un rilancio. La battuta di Mara Carfagna (con riferimento a una possibile creazione di Forza Italia Viva. Ndr) durante il Linkiesta Festival, però, rimane solo una battuta sorridente ma che non ha nulla a che fare con una concretezza politica. Credo che non siano quelle le sue intenzioni.

Non si può negare però che l’architettura del partito stia tremando...
Gli spunti di Mara Carfagna sono comunque stati chiari: non possiamo rimanere alle spalle del pensiero di Salvini, come del resto non possiamo allinearci all’ideologia sovranista e populista. Sono stato il primo assieme a Mara a lanciare l’allarme dopo il voto d’astensione sulla senatrice Segre, come del resto mi lascia basito il silenzio del partito nei confronti di un sostegno al Partito popolare spagnolo piuttosto che a Vox. Sono posizioni e differenziazioni di cui vive Forza Italia. È ovvio che lo schema bipolare in questa stagione politica è entrato in una crisi profonda, come del resto è ovvio che bisogna guardare a cose diverse.

In tempi medi, non si prospetta la creazione di un nuovo partito. Lo spazio per una forza centrista, moderata ed europeista, alternativa alla sinistra e distante dalla destra, è enorme: ma è occupato, mi si passi il termine, da troppi generali, molti dei quali senza esercito

Osvaldo Napoli

Significa porre le basi per un nuovo partito di centrodestra?
In tempi medi, non si prospetta la creazione di un nuovo partito. Lo spazio per una forza centrista, moderata ed europeista, alternativa alla sinistra e distante dalla destra, è enorme: ma è occupato, mi si passi il termine, da troppi generali, molti dei quali senza esercito. Credo sia necessario fissare, prima di un nuovo partito, dei punti programmatici di fondo, chiari ed estremamente essenziali. Tuttavia non escludo che il quadro politico, in questi futuri mesi o anni, potrebbe cambiare radicalmente.

Tra i se e i ma, rimane la questione alleanza: riuscirete a strappare con Salvini e la Meloni?
Noi non rappresentiamo la destra-destra. Ma è anche vero che il centro non esiste più, come parola è stata ormai consumata, quindi il nostro obiettivo è quello di avere una forza politica moderata, liberale e riformista. Qualcosa di diverso.

Simile a quanto proposto da Italia Viva di Renzi...
Italia Viva fa la sua strada, è ovvio che Renzi abbia bisogno di rinforzare il proprio gruppo parlamentare, non solo, con tutto il rispetto, con i residui degli altri partiti. Lui ha necessità di avere figure che provengono da contesti diversi.

I percorsi di FI e Renzi potrebbero quindi incrociarsi di nuovo...
Se Renzi decide di virare verso le nostre posizioni, ben venga. Anche se quest’ultimo credo che abbia un’attitudine al comando che non si rivede nel nostro Dna, oltre al fatto che in questo momento sta appoggiando un governo formato dai grillini e dal Pd. Non si può pensare, quindi, che una forza liberale e riformista possa andare a fare la “gamba” di Renzi. Sicuramente non Forza Italia, o almeno se il leader di Italia Viva vuole questo, prima lasci stare tutto il resto e poi se ne può parlare, eventualmente.

Non ci sarà mai un successore di Berlusconi, nella maniera più assoluta. Anche se all’interno del partito ci sono personaggi di peso, come ha dimostrato la stessa Mara Carfagna

Osvaldo Napoli

Nella dinamiche interne, invece, Silvio Berlusconi è sempre il leader?
Non ci sono dubbi. Berlusconi è la storia di Forza Italia. Il problema è la linea e il progetto politico: le differenziazioni all’interno di un partito non portano alle rotture, anzi, direi che è l’esatto contrario. Ho vissute esperienze democristiane dove vi erano dei grandi leader, dovi vi erano diverse vedute, ma al momento opportuno emergeva la compattezza del partito, si faceva sintesi per la vittoria. Dispiace invece che all’interno di Forza Italia ci sia una situazione pesante solo perché ci sono dei pensieri discordanti.

Il che tuttavia ci riporta al problema dell’assenza di un direttore di orchestra abile...
Credo che Berlusconi abbia in testa cos’è che deve fare per rinnovare il partito. Quando si passa, sia in campo politico sia in quello industriale, da percentuali molto alte a percentuali minime, nasce la necessità di farsi delle domande e trovare delle risposte. La missione che ci dobbiamo porre, è quella di capire dove sono stati fatti gli errori che ci hanno portato così in basso.

C’è un nome per il successore del Cav?
Non ci sarà mai un successore di Berlusconi., nella maniera più assoluta. Anche se all’interno del partito ci sono personaggi di peso, come ha dimostrato la stessa Mara Carfagna.

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