18 Novembre Nov 2019 0600 18 novembre 2019

Il mercato digitale italiano cresce a vista d’occhio (ma attenzione al gap nelle piccole imprese)

A trainare il settore soprattutto cloud computing, big data analysis e IoT. Ma anche intelligenza artificiale e blockchain. Nelle entità più piccole si registra però un divario crescente. Ecco dove agire per riequilibrare l’insieme

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Quanto vale il mercato digitale italiano? Secondo le ultime stime pubblicate da Anitec-Assinform, nel triennio 2019-21, il comparto raggiungerà quota 76.536 milioni di euro con un tasso di aumento annuo del 2,8%. I dati riportati dalle due associazioni di categoria, contenuti nel report Il digitale in Italia, tracciano una mappa delle evoluzioni che ci attendono, e che dovrebbero generare un giro d’affari di 74.254 milioni di euro nel 2020, a partire da alcuni fatti assodati: la crescita continua da ormai quattro anni e coinvolge tutti i settori del digitale, nonostante un divario sempre più accentuato fra componenti più consolidate e più innovative, con le seconde che nel 2021 dovrebbero raggiungere tassi di crescita 10 volte più elevati della media. Detto diversamente, «si è innescato un processo virtuoso – ha evidenziato il presidente di Anitec-Assinform, Marco Gay – La spinta delle compenti più innovative si autoalimenta sulla base di risultati concreti e si trasmette all’intero mercato, a partire dal software ai servizi. In tutti i settori le medie e grandi imprese investono nel digitale, visto non più solo come fattore di efficienza, ma come leva strategica per innovare prodotti, servizi, modelli di business. E i dati presentati oggi lo confermano». Ma non sono tutte rose e fiori: pur confermando una trasformazione digitale ormai avviata, il nostro Paese sconta ancora il peso e la presenza di troppe entità, soprattutto di minori dimensioni e in molti settori, ancora lontane da un’evoluzione quanto mai necessaria per garantire lavoro e occupazione. Dove investire, quindi, per recuperare il gap?

Secondo il report di Anitec-Assinform, l’aumento maggiore sarà per il comparto dei digital enabler, tra cui: cloud computing (+22%), big data analysis (+14,7%) e IoT (+14,2%). Senza dimenticare il mobile, i dispositivi wearable e la cyber security. In fortissima crescita anche IA e blockchain: «La crescita di queste componenti, in un quadro di digitalizzazione diffusa, è la chiave per evolvere in coerenza con le sfide di una trasformazione digitale globale», ha aggiunto Gay. Guardando ai settori di utenza, il gradino più alto del podio della crescita digitale spetta a industria (+5,2%), distribuzione e assicurazioni a pari merito al secondo posto (+5,1%), banche al terzo posto (+4,8%). Più contenute le crescite per trasporti (+3,9%) e Pubblica Amministrazione. Qui a determinare il ritmo della modernizzazione dei componenti è il Piano Triennale per l’Informatica, un progetto che porta la stima di crescita annua al +0,6% per la PA centrale e +1,3% per la PA locale.

Nel frattempo, il mercato e i suoi attori non si fermano. Seguendo gli ultimi trend, per il 2020 si attendono sviluppi per la connected TV (CTV) che traineranno una rimodulazione dell’inserzione pubblicitaria (nell’anno di due grandi eventi sportivi come le Olimpiadi di Tokyo e l’Europeo di calcio). Parallelamente, lato brand, ci sarà maggiore attenzione alla suitability, ossia la capacità delle aziende attive nel mercato digitale di garantire se stesse e gli utenti di fronte a rischi come la violazione della privacy. Attività che, da un lato, accelererà l’utilizzo del targeting contestuale per raggiungere in modo più puntuale il corretto pubblico; dall’altro, richiede un deciso investimento in tecnologia per tracciare il sentiment positivo o negativo del proprio pubblico di riferimento. A tal riguardo, il ricorso a contenuti video aumenterà man mano che sarà adottato lo standard video VAST 4.2 e un’ottica di cross-channel che spingerà i media sempre più verso il mobile. Qui si gioca la partita della sicurezza in-app progettate per l’uso multipiattaforma. Una questione che si lega a doppio filo con il contrasto delle frodi.

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