Ordo iuris, summa iniuria
2 Dicembre Dic 2019 0600 02 dicembre 2019

Gli antiabortisti polacchi si riuniscono in Vaticano per progettare un piano contro i diritti civili

Abbiamo partecipato al convegno dell’Angelicum organizzato dal gruppo reazionario anti Papa Francesco e vicino al Congresso mondiale delle famiglie. La battaglia contro «gli ideologismi del cambiamento»

Muller Linkiesta
(ALBERTO PIZZOLI / AFP)

Con una Messa presso la tomba di Giovanni Paolo II in San Pietro, presieduta dal cardinale Gherard Ludwig Müller, tra i più critici di Papa Francesco, è iniziata il 29 novembre la due giorni convegnistica “The House on the Rock – Axiology of Law for the Europe of Tomorrow” (La casa sulla roccia – L’assiologia del diritto per l'Europa di domani). A co-organizzarla l’Istituto di cultura legale Ordo Iuris e la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum, che è fra l’altro la sede del congresso. Scelta non casuale quella dell’Angelicum, che fu l’ateneo presso il quale studiò e conseguì il dottorato in filosofia Karol Wojtyła nel lontano 1948.

E il nome di Wojtyła è risuonato più volte sotto la volta dell’Aula Minor a partire dal messaggio di saluti inviato dall’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Janusz Kotański. Perché polacchi, d’altra parte, sono la maggior parte dei relatori della due giorni e polacco è lo stesso Ordo Iuris, che, fondato nel 2013 a Varsavia dalla Fundację Instytut Edukacji Społecznej i Religijnej im. ks. Piotra Skargi e composto da legali e giuristi, è finalizzato a formare giovani avvocati su temi come la libertà religiosa, matrimonio e famiglia, diritti civili. Con quale approccio ciò avviene è specificato dall’obiettivo primario dell’Istituto, quello cioè di esercitare un'influenza attiva e professionale sulle decisioni giudiziarie e amministrative in merito alla difesa della famiglia tradizionale e della difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

Tematiche, queste, che sono ritornate più volte nelle conferenze dei relatori come quella, ad esempio, tenuta da Paweł Lisicki, caporedattore e fondatore del settimanale ultraconservatore “Do Rzeczczy”, e intitolata “Perché stiamo ancora perdendo? La battaglia dei cristiani per la legge naturale”.

Evocando più volte la satanicità di richieste avanzate da movimenti per i diritti civili, il giornalista e saggista polacco ha definito come contrarie all’ordine della natura e immorali le leggi che hanno regolamentato e consentito l’aborto, l’eutanasia e il matrimonio tra persone dello stesso sesso. A tal riguardo, ribadendo che «il fine ultimo delle nozze è la procreazione», ha sostenuto che quei Paesi, che hanno normato il matrimonio egualitario o le unioni civili, hanno agito come chi «volesse ritenere che i cerchi sono quadrati. Ciò che poi rende molto difficile contrastare tali normative naturali sono le leggi contro le discriminazioni. Perché prima si richiede la tolleranza, poi l’accettazione, quindi l’affermazione di sé fino al matrimonio e al diritto ai figli. In questo modo tutti potranno dimostrare di essere orientati all’omosessualità. Il che è innaturale. Non esistono quindi diritti delle persone Lgbti».

Per Lisicki è necessario, dunque, «fare appello a norme oggettive e non create dall’uomo stesso» e contrastare gli «ideologisti del cambiamento» che «vogliono creare un nuovo ordine autonomia assoluta dell’essere umano».

Paweł Lisicki ha definito come contrarie all’ordine della natura e immorali le leggi che hanno regolamentato e consentito l’aborto, l’eutanasia e il matrimonio tra persone dello stesso sesso

Con toni più o meno diversi il richiamo martellante a leggi contro l’ordine della naturale, soprattutto in relazione alla triade aborto-eutanasia-matrimonio egualitario, non senza correlazione a una presunta cristianofobia diffusa, è tornato negli interventi degli altri relatori. Tra i quali figuravano anche il presidente di Ordo Iuris Jerzy Kwaśniewski, l’europarlamentare polacca Beata Kempa, il rettore dell’Università Corvinus di Budapest András Lánczi, il fondatore del trimestrale Fronda Grzegorz Górny, la scrittrice liberal-conservatrice Chantal Millon-Delsol, il canonista e vescovo dell’Opus Dei Juan Ignacio Arrieta, gli italiani Luigi Troiani ed Elisa Grimi. Né è mancato all’appello il fondatore del Dignitatis Humanae Institute, Benjamin Harnwell (di cui ha parlato più volte Report), che, legato a Steve Bannon, ha impiantato nella certosa di Trisulti la scuola di sovranismo politico. E che, nonostante la conclamata revoca di concessione da parte del ministero dei Beni Culturali, continua a risiedere nel complesso abbaziale e a figurarne come direttore, anche secondo quanto recitava il programma del convegno.

Non bisogna dimenticare che Ordo Iuris, il cui Centro di diritto internazionale ha osservatori presso il Consiglio d'Europa, Osce, Onu e Ue, ha elaborato e promosso in Polonia un disegno di legge a tutela della vita dal concepimento alla morte naturale. Noto col nome di “Stop aborcji”, prevede un divieto assoluto dell'aborto con responsabilità penale per chiunque causi l’interruzione di gravidanza, compresa la madre. Il 6 ottobre 2016, sotto la pressione delle “proteste in nero” (Czarny Protest), il Sejm aveva respinto il disegno di legge. Esso è stato poi ripresentato nel 2018 con una leggera variante: permetterlo, cioè, solo in caso di pericolo di vita per la madre e stupro, eliminando il diritto all’aborto per malformazione e malattie genetiche del feto.

Non a caso proprio nel 2016 Ordo Iuris ha ospitato a Varsavia il summit del gruppo internazionale ultraconservatore Agenda Europe, che, in nome del ristabilimento dell’ordine naturale, mira a rovesciare le leggi esistenti sui diritti umani fondamentali legati alla sessualità e alla riproduzione come il diritto al divorzio; per la donna l’accesso alla contraccezione, alle tecnologie di riproduzione assistita o all’aborto; l’uguaglianza per le persone Lgbti. Tra i finanziatori anche il multimilionario russo Konstantin Malofeev, noto come l’Oligarca di Dio, di cui Report ha svelato i legami con Gianluca Savoini, Roberto Fiore (Forza Nuova) e Toni Brandi (ProVita). Senza contare il ruolo diretto in Agenda Europe di Alexey Komov, “emanazione” di Malofeev, rappresentante del Congresso Mondiale delle Famiglie (Wcf), componente del Consiglio di amministrazione dello stesso Wcf e di CitizenGo.

Presente anche il fondatore del Dignitatis Humanae Institute, Benjamin Harnwell, che, legato a Steve Bannon, ha impiantato nella certosa di Trisulti la scuola di sovranismo politico

Nel summit di Varsavia, cui partecipò Aleksander Stępkowski, allora vice-ministro per gli Affari esteri e presidente di Ordo Iuris, furono anche presentate diverse iniziative popolari in difesa della “famiglia tradizionale”. Si misero inoltre a punto strategie su come influenzare gli sviluppi legislativi in corso, quali per esempio impedire la ratifica della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne, contrastare le minacce derivanti dalle leggi contro la discriminazione e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione dei cristiani.

A Linkiesta Yuri Guaiana, presidente dell’associazione radicale Certi Diritti, ha così commentato: «Dopo il Congresso di Verona e le varie tournée di Aleksandr Gel'evič Dugin, l’eminenza grigia del Cremlino, adesso pure Ordo Iuris, il gruppo polacco vicino al Congresso mondiale delle famiglie che ha scritto la proposta di legge contro l’aborto del 2016 e nello stesso anno ha ospitato a Varsavia il quarto summit di Agenda Europe, il centro organizzativo europeo, a cui non sono estranei Alexey Komov e l’oligarca russo Konstantin Malofeev, che ha tra i suoi obbiettivi principali quello di contrastare i diritti delle persone Lgbti e di promuovere posizioni estremiste di stampo conservatore. Certo che in Italia non ci facciamo proprio mancare niente. Spiace che l’Angelicum, che è università pontificia e come tale direttamente dipendente dalla Santa Sede, sia co-organizzatore dell’evento».

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