Cronache dall’impeachment
17 Dicembre Dic 2019 0605 17 dicembre 2019

Abuso d’ufficio, corruzione e frode telematica: in un documento le accuse di cui dovrà rispondere Trump

La commissione giustizia ha reso pubbliche le 658 pagine con cui si chiede il processo per The Donald. I democratici sostengono che il presidente abbia commesso diversi crimini federali, tradendo così l’America

Trump Biden Linkiesta
(Brendan Smialowski / AFP)

La commissione giustizia ha reso pubblico il documento ufficiale con cui chiede l’impeachment di Trump
Nella notte tra domenica e lunedì la commissione giustizia ha reso pubblico il documento con cui chiede ufficialmente l’impeachment di Trump. Sono 658 pagine e sono visibili qui. Nel documento i democratici sostengono che Trump ha commesso «diversi crimini federali» riuniti poi sotto il termine ombrello di «abuso di ufficio», uno dei due articoli di impeachment. Tra i crimini commessi ci sono corruzione e «wire fraud», ovvero frode telematica.

Secondo i democratici, Trump sarebbe stato impegnato per oltre un mese nel tentativo di coinvolgere una potenza straniera – l’Ucraina – a interferire con le elezioni del 2020. «Il presidente Trump ha realizzato il peggior incubo dei Padri Fondatori della Costituzione. Ha abusato del suo potere sollecitando e facendo pressioni su una nazione straniera vulnerabile per corrompere le prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti sabotando un avversario politico e appoggiando una teoria della cospirazione sfatata promossa dal nostro avversario, la Russia». Sulla questione dell’ostruzione al Congresso che rappresenta il secondo articolo di impeachment i democratici scrivono: «Altri presidenti hanno riconosciuto il loro obbligo di fornire informazioni al Congresso in queste circostanze. Il muro di gomma del presidente Trump, al contrario, è stato categorico, indiscriminato e senza precedenti nella storia americana». Trump, concludono i democratici, ha tradito l’America.

Le richieste di Schumer ai repubblicani
In una lettera indirizzata al leader della maggioranza in Senato, Mitchell McConnell, il senatore democratico Schumer ha avanzato delle richieste procedurali per il processo a Trump che si terrà in Senato al fine di avere «un processo giusto e in tempi ragionevoli». La richiesta più importante riguarda la testimonianza di quattro funzionari che fino ad oggi si sono rifiutati di testimoniare o sono stati bloccati dalla Casa Bianca. Questi sono: il capo dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney; Robert Blair, consulente senior di Mulvaney; l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e Michael Duffey, un alto funzionario presso l’Ufficio di gestione e bilancio. Secondo la proposta di Schumer, il processo dovrebbe iniziare il ​​6 gennaio, sebbene il giudice che preside Roberts e i senatori sarebbero chiamati a prestare giuramento il 7 gennaio, mentre gli avvocati chiamati ad agire come pubblici ministeri – i managers – dovrebbero iniziare le loro presentazioni il 9 gennaio.

La risposta dei repubblicani
I senatori del Gop hanno già fatto intendere di avere altre idee e di voler limitare il processo a un breve procedimento, soprattutto senza l’ausilio dei testimoni. Il leader dei repubblicani al Senato Mitchell McConnell ha detto di non approvare l’uso dei testimoni durante il processo, una posizione opposta a quella che aveva assunto nel 1999 durante l’impeachment di Clinton.

Trump difende Giuliani
Durante uno scambio con i giornalisti, Trump lunedì ha difeso il suo avvocato Rudy Giuliani, appena tornato dall’Ucraina, dove si era recato per raccogliere prove compromettenti contro Joe Biden. «È un patriota e un grande combattente contro la corruzione. Ama il suo Paese e sta facendo tutto questo per amore».

I prossimi passi
La camera si riunirà in seduta plenaria mercoledì 18 dicembre. Anche i democratici di stati e distretti che nel 2016 hanno votato per Trump hanno annunciato che voteranno a favore. L’impeachment di Trump è quindi inevitabile. Dopo il voto la Camera porterà i due articoli di accusa in Senato dove ci sarà il processo vero e proprio, con i senatori che agiranno come giurati.

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