CRONACHE DALL’IMPEACHMENT
18 Dicembre Dic 2019 0600 18 dicembre 2019

La Camera vota l’impeachment di Trump

L’esito è scontato: i democratici detengono la maggioranza e anche i rappresentanti di distretti dove Trump ha vinto nel 2016 hanno detto che voteranno a favore. The Donald ha fatto consegnare a Nancy Pelosi una lettera di sei pagine in cui ha chiesto di annullare la procedura

Donald Trump_Linkiesta
BRENDAN SMIALOWSKI / AFP

Oggi, mercoledì 18 dicembre, la Camera dei Rappresentanti in seduta plenaria voterà i due articoli di impeachment contro Donald J Trump. Secondo i calcoli del New York Times il voto dovrebbe avvenire nel pomeriggio, tra le 4 e le 6 ora della costa orientale. In mattinata la Camera voterà per confermare le regole che la commissione ha approvato martedì durante una seduta fiume. L’esito del voto è scontato: i democratici detengono la maggioranza e anche i rappresentanti di distretti dove Trump ha vinto nel 2016 hanno detto che voteranno a favore. La situazione a martedì pomeriggio era che un solo democratico non aveva ancora detto come avrebbe votato sull'impeachment: si tratta di Ron Kind del Wisconsin. Altri due democratici avevano già fatto sapere che si sarebbero opposti all'impeachment: uno di questi, Jeff Van Drew del New Jersey, lunedì ha annunciato che cambierà partito e dai democratici passerà ai repubblicani. Trump diventerà il terzo presidente a essere messo sotto accusa. L’ultimo è stato Bill Clinton: il voto della Camera fu il 19 dicembre 1998. Nessun presidente è mai stato rimosso dal suo incarico: tutti i casi di impeachment sono poi caduti durante il processo in Senato. Nixon si dimise prima del voto della Camera.

Le lettera di Trump a Nancy Pelosi
Proprio alla vigilia del voto, martedì, Trrump ha fatto consegnare a Nancy Pelosi una lettera di sei pagine in cui chiede alla Speaker della Camera di annullare la procedura e di non votare l’impeachment con la motivazione perché è stato privato del «processo costituzionale di base».

Definita da Politico come « un lungo rant di Twitter», la lettera non è scritta nel linguaggio formale delle istituzioni, ma contiene punti esclamativi, lettere maiuscole casuali, riferimenti bizzarri. «Hai sminuito l'importanza della brutta parola, impeachment!" scrive Trump alla fine del primo paragrafo. Più avanti accusa i democratici di essere loro quelli che vogliono interferire con le elezioni, dice che l’impeachment è una farsa, che lui è vittima di bugie e attacchi politici. Trump dice anche che l’impeachment ha provocato non solo dolore e sofferenza a lui, ma anche ai membri della sua famiglia, e finisce dicendo che tutto questo finirà per danneggiare politicamente i democratici. “La storia ti giudicherà severamente mentre procedi con questa farsa dell'impeachment». La lettera si può leggere qui.

La risposta di Nancy Pelosi
Inseguita dai cronisti che le chiedevano un commento sulla lettera di Trump mentre si recava a Capitol Hill, Nancy Pelosi ha dichiarato: «Non l’ho ancora letta, ma ne ho visto il succo ed è una cosa malata e ridicola».

Gente in piazza a favore dell’impeachment
Martedì sera in diverse città degli Stati Uniti ci sono stati una serie di raduni e marce a favore dell’impeachment. A New York la folla si è radunata a Times Square con cartelli Impeach now e cantando lo slogan This is what democracy looks like. A Boston il raduno è avvenuto nel Boston Common, a New Orleans nel French Quarter, mentre raduni più piccoli ci sono stati anche a Philadelphia, Charlotte, Austin, San Francisco.

Repubblicani contro Trump
Un gruppo di addetti ai lavori composto da conservatori contrari a Trump - tra cui George Conway, marito di una delle più fide consiglieri del Presidente, Kellyanne Conway - ha lanciato un PAC ovvero un comitato che raccoglie fondi nel tentativo di contrastare le possibilità di rielezione di Trump del 2020 e impedire a coloro i quali lo stanno sostenendo dentro il Congresso di essere rieletti. Il gruppo va sotto il nome di Project Lincoln.

I prossimi passi
Dopo il voto della Camera Nancy Pelosi sarà chiamata a nominare i “managers” ovvero i rappresentanti che fungeranno da pubblici ministeri durante il processo. C’è molta attesa è perché il ruolo è fondamentale: saranno loro a presentare il caso contro Trump ai senatori. L’inizio del processo potrebbe già essere il 6 gennaio.

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