Referendum costituzionale, di nuovo
18 Dicembre Dic 2019 1533 18 dicembre 2019

Evviva, il taglio dei parlamentari non entrerà in vigore (per ora)

Pd, Forza Italia e radicali hanno raccolto le 64 firme di senatori necessarie per indire un referendum sulla riforma della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari. Decisivo, per l’iniziativa di Nannicini, il sostegno degli ex grillini Elena Fattori, Paola Nugnes e Gregorio de Falco

Parlamento italiano

«Al Senato abbiamo appena raccolto le 64 firme necessarie per indire un referendum confermativo sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, come previsto dalla nostra Costituzione». L’annuncio viene dal senatore democraito Tommaso Nannicini, promotore della raccolta di firme insieme ai colleghi di Forza Italia Andrea Cangini e Nazario Pagano e ai radicali. Depositata in Senato, da questo momento, salvo colpi di scena, si attiva la procedura referendaria: la norma approvata non può entrare in vigore a gennaio.

Il quorum dei senatori (un quinto del totale) necessario ad avviare il referendum sul taglio dei parlamentari è stato raggiunto, con l’adesione fondamentale di Elena Fattori (M5s), Paola Nugnes (Gruppo Misto), Gregorio de Falco (Gruppo Misto) e di tre senatori del M5s, tra cui Giarrusso. Adesso le sottoscrizioni dovrebbero essere trasmesse nelle prossime ore in Cassazione, in modo da congelare l’iter per l’entrata in vigore della legge e, in caso di voto anticipato,alzare la posta in palio di nuovo a quasi mille seggi

Come del resto aveva argomentato lo stesso Nannicini poche settimane fa a Linkiesta, il referendum «è stato promosso da un gruppo trasversale di parlamentari, appartenenti a gruppi diversi, che voteranno in maniera diversa, perché non è un comitato per il no e l’ultima parola spetta ai cittadini». Ultima parola che pertanto potrebbe ribaltare il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle, per il quale il taglio dei parlamentari è da sempre un pilastro politico.

«Anche grazie alla mobilitazione dei radicali nelle ultime settimane, abbiamo superato il numero previsto di 64 senatori per indire il referendum. È una buona notizia, perché l’ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema», commenta il senatore del Pd. L’obiettivo è quello di garantire la rappresentanza di interi territori o di forze politiche che adesso non avrebbero diritto neanche a un posto in tribuna, mentre «sul piano politico - aggiunge Nannicini - i mesi in più che abbiamo davanti saranno utili per capire se arriveranno una buona legge elettorale e quei correttivi costituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre. Dobbiamo semplicemente dare un senso a un taglio lineare della rappresentanza politica che al momento un senso non ce l’ha. E sarà anche uno stimolo positivo perché la maggioranza possa rafforzare la propria coesione nel 2020 rilanciando un programma di legislatura».

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