Senza memoria
17 Gennaio Gen 2020 0602 17 gennaio 2020

Che belle notizie il convegno e la coordinatrice contro l’antisemitismo, ma non siamo fessi

Salvini e Conte si fanno concorrenza in difesa degli ebrei, ma su questi temi i loro partiti non sono attendibili. Ecco perché

Salvini Conte_Linkiesta

Che bella notizia che il leader della destra nazionalista italiana, sodale dei neofascisti europei, alleato col dittatore russo e contrario al mescolamento etnico in difesa della razza nostrana abbia organizzato al Senato un convegno contro l’antisemitismo. E altrettanto bella è la notizia che il premier espresso dal partito che se la prende con «i complici di Israele», che tifa per gli Ayatollah iraniani e per i palestinesi che vogliono cancellare lo stato ebraico abbia da par suo nominato, proprio nello stesso giorno del convegno al Senato, una coordinatrice per la lotta all’antisemitismo.

Bene. Solo che in fronte non abbiamo scritto Giocondo, sappiamo benissimo che il convegno di Matteo Salvini è fumo per far dimenticare la figuraccia con Liliana Segre e un trappolone per la sinistra antisionista e che la nomina decisa da Giuseppe Conte è una contromossa di marketing di Rocco Casalino per rubare la scena dell’ex vice del Conte uno.
I convegni sull’antisemitismo, in particolare sull’antisemitismo attuale che è l’antisionismo, sono una gran cosa, ma chi li organizza non è credibile se è lo stesso che dà di zingaraccia o di orango a qualcuno di un’altra etnia o di un altro colore della pelle, né se sfotte i dislessici o se frequenta, ospita e candida gli affiliati di Casa Pound e Forza Nuova, né se adopera la retorica da caccia all’uomo nei confronti dei neri o se chiude i porti per non far entrare in Italia gli africani.

Allo stesso modo, la nomina governativa di una coordinatrice per la lotta all’antisemitismo è un’iniziativa da applaudire, ma solo se chi nomina prende le distanze dal proprio senatore che twitta i Protocolli dei Savi di Sion, peraltro ancora candidato alla presidenza della Commissione banche per indagare sui banchieri ebrei. E, a voler essere credibili, bisognerebbe anche ripudiare la retorica sul Bilderberg, su Soros, su Israele imperialista, e magari convogliare gli sforzi della chiarissima neo coordinatrice contro l’antisemitismo sul grillino per antonomasia che spiegava come Osama Bin Laden non fosse così cattivo come lo descrivevano gli imperialisti, ma soltanto un pover’uomo tradotto male per metterlo in cattiva luce, almeno così gli aveva detto non suo cugino, ma il suocero iraniano.

E, infine, visto che è stato invitato e ancora non ha risposto, il governo italiano che nomina la coordinatrice per la lotta all’antisemitismo magari dovrebbe mandare il 27 gennaio una delegazione nazionale per celebrare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz, quello che Di Battista confondeva con Austerlitz.

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