Dossier
Sanremo 2020
Prima il Festival
4 Febbraio Feb 2020 0600 04 febbraio 2020

Amadeus, Fiorello e Co. Ecco a voi il Sanremo a responsabilità limitata

In un clima di incertezza che coinvolge tutta la Rai, sembra che l’obiettivo sia di portare a casa il risultato, senza troppe fanfare. Smorzate le polemiche (ci sono quanto basta), ci si affida a Fiorello e a una giuria diffusa per evitare contestazioni e attacchi

amadeus-rai
screenshot della diretta Rai della conferenza stampa

«So che le polemiche fanno parte del Festival. Ma non mi hanno colpito né ferito». Così Amadeus, conduttore della 70esima edizione d Sanremo, in occasione della conferenza stampa della vigilia. Insieme a lui, il sindaco della città ligure Alberto Biancheri, Antonio Marano di Rai Pubblicità, il neo-direttore di Rai 1 Stefano Coletta e il vice-direttore Claudio Fasulo. «So di avere la coscienza a posto. Non ho voluto mancare di rispetto a nessuno». Nella sua organizzazione del Festival ha «pensato solo alla musica».

Incidente chiuso? Sembra di sì. Anche perché, in mezzo al tiramolla sulla partecipazione di Rula Jebreal (che ci sarà) e le contestazioni seguite alle dichiarazioni sulle donne che lo affiancheranno sul palco, «che sanno stare un passo indietro», a poco a poco è stato sminato il terreno, come è noto molto insidioso, del Festival.

Ad Amadeus hanno affiancato Fiorello, in veste di amico, di co-conduttore (e un po’ di commissario). Lo showman siciliano si è fatto vedere, a sorpresa, anche in conferenza stampa. «Amadeus mi ha scelto per l’aspetto fisico», ha scherzato. «Ha detto: “Ti voglio al mio fianco, né davanti né dietro”». E poi si è buttato in un aneddoto di gioventù: «Eravamo in una discoteca di Ibiza, ho lasciato un attimo Amadeus e l’ho perso. Che fine aveva fatto? Era salito sul cubo e si era messo a ballare. Solo che non si era accorto che, accanto a lui, c’erano due ballerini, neri e nudi, con “corredo” libero e importante». Risate, imbarazzo, risate ancora. Tutto questo per dire che: «Amadeus è buono, non lo fa apposta. Si trova in una situazione complicata e non si accorge. Bisogna farglielo notare, altrimenti non se ne rende conto».

È la sintesi migliore. Inconsapevolezza, moderazione, quasi innocenza. A corredo (importante anche questo) della strategia della rete per la 70esima edizione: il basso profilo. Amadeus, che a partire dalla pubblicità («Io? Condurre Sanremo?», dice, facendosi megafono dei dubbi di parecchi altri milioni di italiani) sembra capitato da quelle parti per caso, rinuncia a ogni velleità di protagonismo – del resto non in linea con il personaggio. Si punta al gioco di squadra, piuttosto. Amadeus più Fiorello, quindi. Ma anche Amadeus più ospiti femminili, che saranno diversi di serata in serata. Un palcoscenico condiviso.

Ma visto che la prudenza non è mai troppa, e che perfino uno «buono» come Amadeus può innescare qualche polemica, è meglio andare sul sicuro su tutto. E allora, per quest’anno, niente giuria di qualità. «L’avevo deciso già a settembre», chiarisce il conduttore. E visti gli incidenti della passata edizione, cioè l’inaspettata sollevazione popolare del pubblico dell’Ariston per l’esclusione di Loredana Berté dal podio (ben dopo la mezzanotte!) e le critiche da parte dei politici (immancabile Salvini) sulla vittoria di Mahmood, voluta dagli esperti ribaltando il voto della giuria popolare, si lascia perdere. Adottando una formula pilatesca: decideranno, di volta in volta e a seconda delle serate, la Giuria demoscopica, l’orchestra, la Sala stampa e il pubblico. Responsabilità condivisa.

Uno spirito che va a influire anche nella scaletta: si punta a evitare il sovraccarico (e le ore eccessive) spalmando le canzoni in gara, 12 e 12, nelle prime due serate, e insieme mescolando Big e Nuove Proposte. Una scelta che consente di tenere alta l’attesa (e forse anche gli ascolti) sia martedì che mercoledì, e che lascia spazio a ospitate, gag e dialoghi (a questo servono i co-conduttori, del resto) con il vantaggio di diluire gli elementi di trasgressione, quelli che Amadeus ha definito «divisivi»: cioè Achille Lauro e Bugo & Morgan per la prima serata e Junior Cally per la seconda.

Poco rumore, insomma. Nonostante la cifra tonda della 70esima edizione, si profila un festival confezionato per essere portato a casa senza troppi patemi, con l’obiettivo di restare in linea con il bilancio degli anni precedenti e lasciare zero strascichi. Duole però l’assenza di ospiti stranieri, anche se i nomi di Dua Lipa e Lewis Capaldi sarebbero stati confermati. «Avrei voluto Madonna», scherza Amadeus, «ma è impegnata in una tournée in Inghilterra. Mentre Lady Gaga è in Russia». In più è vicina la notte degli Oscar, che un po’ di concorrenza la fa. Pazienza. Ci si accontenterà degli artisti nazionali, «ma – puntualizza il conduttore – che hanno un profilo internazionale, nel senso che sono conosciuti all’estero, come i Ricchi e Poveri». Se la cava così. Un giornalista in sala stampa commenta: «Prima gli italiani, allora», e Amadeus conferma: «Prima gli italiani, sì, bravo». E non si rende conto. Proprio come dice Fiorello.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook