Stefania Divertito

Svezzata dai vicoli napoletani, periferia orientale, per la precisione, adottata dalla Capitale, vivo di giornalismo da 18 dei miei 36 anni. Sono redattrice del quotidiano Metro, dove mi occupo di interni e inchieste. Da dodici anni. Specializzata in tematiche green, adoro studiare faldoni e dossier. E scovare notizie. Ho scelto di diventare giornalista fin dalla quinta elementare. E quindi mi è andata bene. Nel 2004 ho vinto il premio Cronista dell’anno con l’inchiesta sull’uranio impoverito, da cui è nato il libro “Uranio, il nemico invisibile” (Infinito edizioni, 2005). L’ambiente è diventato sempre più il mio habitat professionale: nel 2009 ho scritto “Amianto, storia di un serial killer” (Edizioni ambiente) e a ottobre 2011 l’ultimo nato:  “Toghe verdi”, racconta storie di disastri ambientali, ma soprattutto delle battaglie che avvocati, magistrati, uomini e donne stanno conducendo per punire i responsabili. Dal libro è nato il blog togheverdi.wordpress.com, con il quale metto in rete esperienze, competenze, documenti. La mia caratteristica professionale è la tigna. Quando seguo un argomento non lo mollo più. La mia mappa d’Italia ha impresso la geografia dei delitti al nostro territorio, ma anche la passione e la dedizione di quanti si prendono cura di esso. Adoro: i colori della sera, sbirciare nelle case con le prime luci accese, il mare, andare in moto, con la mia Monster gialla, Munch, la mia gatta Camilla, i concerti di Ligabue, Sex and City, il notturno op2 di Chopin, cucinare. Napoli. Il caffè del bar Luise di piazza dei Martiri. Le feste comandate in famiglia. Viaggiare in treno. Viaggiare. I libri di Bob Woodward. Non sopporto: stare seduta per ore, stare connessa sempre, la pioggia. La dieta. La puntualità della rinite allergica. Le fonti che cambiano versione. Le inchieste che si arenano. La lontananza della mia famiglia e dei miei migliori amici. Tutto il resto è sopportabile.  

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