The Ghost Writer
14 Aprile Apr 2011 1233 14 aprile 2011

Se Renzi ispira Lettieri e Polverini è la musa di Morcone

Pippo Civati ha rilevato una strana coincidenza tra i contenuti del programma di Gianni Lettieri, l’industriale candidato sindaco a Napoli per il Pdl, e quello che fu dell'attuale sindaco piddino di Firenze, Matteo Renzi. 
In effetti non sono pochi i punti che evidenziano impressionanti tratti di somiglianza tra i due programmi, ma a stupire di più non è il plagio (se plagio c’è stato) quanto la curiosa adattabilità di buona parte di un programma di un candidato sindaco del Pd a quello di un candidato sindaco del Pdl.
E’ vero, si tratta per lo più di punti in cui si immaginano interventi che hanno poco a che vedere con la matrice politica di chi li propone - si parla infatti di task force per la tutela della città, di bandi di concorso per nuovi progetti e del giorno della settimana in cui il sindaco eletto incontrerà i suoi concittadini – ma resta comunque il senso di un impoverimento generale che deriva da una proposta politica che, fatte alcune eccezioni, è sempre più indiscriminata e trasversale.
Per non accanirsi troppo sul caso Renzi-Lettieri, che comunque resta singolare, si dovrà ammettere che i programmi per le amministrative si somigliano sempre un po’ tutti, altrimenti si dovrà menar scandalo anche per la costante ricorrenza dei fantomatici sportelli “informagiovani” e delle politiche volte a incrementare il ricorso alle sempre siano lodate energie rinnovabili.
Andare a spulciare, dunque, garantisce di poter effettuare sovrapposizioni dalle quali far emergere coincidenze programmatiche anche vaste. Un fenomeno che brutalmente si banalizza nella sintesi degli slogan che da destra e sinistra sono ormai tutto un riccorrere di declinazioni di “cambio”, “futuro” e altre simili amenità.
Nel caso degli slogan la questione dei supposti plagi però si complica un po’. Perché anche qui è vero che i temi e i payoff ricorrono costantemente in modo indiscriminato e trasversale, ma a questo proposito si fa più sensibile l'eventuale responsabilità del consulente per la comunicazione.
Solo per fare un esempio si noti come il Futuro è adesso che cantava la Polverini appena l’anno scorso nel Lazio è diventato il Futuro è mo’ che invoca oggi Mario Morcone, candidato sindaco del Pd a Napoli. E se al candidato è permesso ignorare che uno slogan simile era stato già in qualche modo utilizzato altrove, un po’ meno lo è per il consulente creativo che ha, diciamo così, creato troppo poco.
La beffa è che i due casi citati riguardano entrambi Napoli, una città la cui dimestichezza con i marchi contraffatti è tristemente nota.
La comunicazione politica, a quanto pare, o ha voluto adeguarsi o non ha granché di nuovo da comunicare.

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