Punto e a Capo
15 Aprile Apr 2011 1142 15 aprile 2011

Gaza a cielo aperto

Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola" mi dice Jamal, chirurgo dell'ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di...sangue. "Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l'ultimo miagolio soffocato". Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua "Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell'opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste..." il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. "Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l'ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati".

(Vittorio Arrigoni , Gaza, 8 GENNAIO 2011).


Si è tenuta a Milano martedì 5 Aprile, presso il Cinema Anteo, la prima cinematografica nazionale di “Gaza a Cielo Aperto” il nuovo film di Maurizio Fantoni Minella ( http://vimeo.com/19525761) realizzato in collaborazione con COOPI, Cooperazione Internazionale, organizzazione umanitaria italiana, fondata nel 1965.
A Gaza il problema dello smaltimento dei rifiuti è concreto e gli effetti dell’embargo sono anche tonnellate di rifiuti che invadono le strade e che non è possibile raccogliere a causa della mancanza di container, strumenti e personale e tasso d’inquinamento delle acque altissimo.

Fantoni Minnella ha, così, seguito per tre giorni e tre notti la vita quotidiana dei netturbini di Gaza che grazie al programma di cash for work gestito dall’ong COOPI coprono quasi il 100% di fabbisogno di raccolta dei rifiuti, nell’area urbana di Gaza City, tramite un carretto a trazione animale.

Un’occupazione che restituisce almeno un po’ di dignità agli uomini e alle donne di Gaza City.

Restiamo umani...ciao Vik.

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