Falafel Cafè
22 Aprile Apr 2011 1843 22 aprile 2011

E in Israele scatta l'allarme attentato

I dettagli sono così tanti e minuziosi che sembra di stare dentro “Minority Report”, il film nel quale venivano previsti i delitti. Ecco, è quel che sta succedendo in Israele in queste ore. Da quando, venerdì mattina, è stato lanciato il primo allarme attentati contro lo Stato ebraico per mano dei miliziani libanesi di Hezbollah.

I nuovi particolari sul futuro attentato – dopo una giornata nervosa – sono emersi in serata dalla tv di Stato israeliana. L’attentato – nell’area del Mediterraneo – sarebbe stato organizzato, oltre che da Hezbollah, anche dai Guardiani della rivoluzione iraniani.

L’emittente tv, in un lungo servizio, ha confermato che il “cervello” dell'operazione sarebbe un certo Tallal Hamyah, ex braccio destro di Imad Mughnyah (il comandante militare degli Hezbollah ucciso in un attentato nel febbraio 2008). Al suo fianco agiscono, sempre secondo la tv israeliana, Ahmed al-Fayed, «un sunnita convertitosi allo sciismo», Ali Nagem al-Aladin, «l confezionatore dell'ordigno nel fallito attentato in Azerbaigian nel 2008», Malek Obeid, «uno degli organizzatori degli attentati anti-israeliani ed anti-ebraici in Argentina, nonché in un attentato fallito in Thailandia», Majed a-Zarir, «un esperto nella falsificazione dei documenti», Naim Khreis Haris, «un uomo di affari con la cittadinanza brasiliana», il turco Mehmet Taharorlu (o Tahar-Oglu) e Sallah Kamal.

Quindi la tempistica: secondo la televisione israeliana l'attentato potrebbe verificarsi entro pochi giorni. L’unico dubbio è sul luogo. Perché per il resto, secondo un esperto d’intelligence, l’attentato è dato così tanto per certo che «l’Iran si sta preoccupando di cancellare le proprie impronte digitali per non provocare una crisi con il Paese coinvolto».

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