Incrocio dei pali
1 Maggio Mag 2011 1736 01 maggio 2011

Dortmund, la nuova università del calcio

Cinque anni fa era sull’orlo del fallimento. Aveva vissuto al di sopra dei propri mezzi, come spesso capita alle squadre travolte da improvviso successo. Tre campionati vinti in sette stagioni, un ciclo impreziosito da una Champions League arrivata battendo in finale la prima Juventus di Lippi. Ma mantenere un simile squadrone senza avere alle spalle una struttura societaria adeguata significa accumulare 140 milioni di debiti. Fu Morgan Stanley a raccattare il Borussia Dortmund dal baratro e a riaccompagnarlo sul podio: sono bastati cinque per tornare a vincere il Meisterschale, il piatto d’argento che in Germania corrisponde al nostro scudetto.

Modello tedesco puro. Due i segreti della risalita. Un grande stadio e un grandissimo pubblico: con una media di 78.497 spettatori a partita, il Dortmund in Europa è secondo solo al Barcellona, precede persino Real Madrid e Manchester United. E grandi investimenti nel settore giovanile: pur con un fatturato che nelle ultime stagioni, quelle successive allo scampato crac, lo escludeva addirittura dalla classifica dei primi venti club europei per riaffacciarsi al diciannovesimo posto soltanto oggi, ogni anno spende più di 6 milioni di euro, oltre il 7% dei ricavi, per allevare giovani calciatori. Per fare un paragone: i grandi club italiani investono sui vivai mediamente il 3,5% del fatturato. Il risultato è presto detto: campionato tedesco vinto con due giornate di anticipo e con una squadra che ha un’età media di 24 anni scarsi, avendo in rosa 17 giocatori Under 22! Un altro paragone? L’Inter che ha vinto lo scudetto l’anno scorso aveva un’età media di 29,3 anni, più o meno la stessa il Milan che vincerà lo scudetto quest’anno.

Segnatevi questi nomi. Nuri Sahin, turco, regista di centrocampo, capitano e “veterano”: ha 22 anni, ma è stato il più giovane debuttante della storia del campionato tedesco, a meno di 17 anni, per questo ora è così maturo. Mario Goetze, centrocampista offensivo, non è ancora maggiorenne, avrà 18 anni in giugno, ed è già stabilmente nel giro della Nazionale. Kevin Grosskreutz, 21, attaccante laterale. Mats Hummels, 22, difensore. Shinji Kagawa, 21, centrocampista offensivo, nuova stella del calcio giapponese, attualmente fermo per una frattura a un piede. Saranno famosi. Anzi, lo sono già.
Anche l’allenatore, per le nostre abitudini, va considerato un giovane. Si chiama Jurgen Klopp e ha 43 anni. Predilige il calcio offensivo, ma condito di fisicità e aggressività. Corsa e talento per lui non possono essere scissi. Per intenderci, un cocktail ben riuscito di Leonardo e Mazzarri.
Consiglio ai dirigenti italiani: andate a studiare a Dortmund, la nuova università del calcio.

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