Punto e a Capo
5 Maggio Mag 2011 0553 05 maggio 2011

Zero waste ma non nelle liste elettorali

Ieri, la giacenza dei rifiuti lungo le strade del capoluogo partenopeo ha toccato quota 1.900 tonnellate e c'è la preoccupazione che l'atteso aumento delle temperature, renda più gravi i disagi per i napoletani.


“Dopo 14 anni di emergenza con il ritorno alla gestione ordinaria da parte della Regione e altri enti territoriali è del tutto fisiologico che possano registrarsi ritardi e criticità che però non possono essere imputate al Governo nazionale'': ha commentato così il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo durante il Question Time alla Camera.


“Emergenza rifiuti? C’é un problema Napoli, non un problema Campania, quindi la responsabilità è esclusiva del Comune”, ha detto, invece, il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.

Insomma, gira che ti rigira, la storia è sempre la stessa: ci si rimbalza reciprocamente le responsabilità e, al momento, non c’è nessun nuovo impianto in costruzione e i piani dei rifiuti continuano ad essere solo su carta.


Ma soprattutto, l’inquinamento si estende alle liste elettorali: l’infiltrazione della camorra, infatti, non si ferma, come prova l’arresto del coordinatore del Pdl di Quarto, uomo legato al Presidente della provincia Cesaro.

Intanto, è tornato in Italia Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton (Stati Uniti), che da circa 20 anni Connett si occupa del problema della gestione dei rifiuti (in particolare dei rischi derivanti dall'incenerimento) e della ricerca di alternative più sostenibili.

Impegnato per sviluppare e mettere in pratica la teoria del “Zero waste”, rifiuti zero, un metodo volto a raggiungere il riciclaggio del 100 per cento dei rifiuti, nell’ambito dell’iniziativa “Giornate Vesuviane verso Rifiuti Zero”, promossa dalla Rete dei Comitati Vesuviani, Connett si è recato in visita, anche alla discarica di Terzigno, ex cava Sari e l’ha definita «Un vero e proprio pugno nell’occhio», aggiungendo che non si può piazzare una discarica in un Parco Nazionale.

Va ricordato che “Rifiuti Zero” è diventata una delle richieste più pressanti dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti.
In particolare si chiedono: la RACCOLTA DIFFERENZIATA porta a porta; il RICICLO TOTALE dei materiali; gli IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO per l’umido; la RIDUZIONE DELLA TARSU ai cittadini che fanno la raccolta differenziata; gli INCENTIVI per i quartieri ed i comuni che riciclano.


Ma puntualmente, queste richieste sono ignorate, (e come in un tragico refrain si parla addirittura di riaprire Taverna del Re!), perché l’emergenza è un grande business da cui ricavare una montagna di soldi: nel 2004, calcola la Dia di Napoli, almeno 30 milioni di euro.


La politica strozzata dagli interessi gode a essere strozzata e ci guadagna e, nel frattempo, in Campania si continua a morire di inquinamento ambientale e di promesse elettorali puntualmente disattese.


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