Punto e a Capo
11 Maggio Mag 2011 0945 11 maggio 2011

Verso la Corte Penale Europea dell'Ambiente: significativi atti del Parlamento Europeo.

Quello di Bhopal, si può considerare, il peggiore disastro chimico della storia.

Nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre 1984, a Bhopal, fuoriuscirono dalla fabbrica di pesticidi della Union Carbide, più di 40 tonnellate di isocianato di metile, un gas altamente tossico.
Quattromila persone, morirono subito, e a queste si aggiunsero, negli anni successivi, almeno altre 10.000, senza contare le centinaia di migliaia di persone condannate a soffrire perché questa “gas tragedy” continua, a distanza di anni, ad avvelenare l’ambiente e ad uccidere.

Va ricordato, che nello stabilimento erano stati disattivati tutti i sistemi d’allarme e intervento, così come era stata interrotta la refrigerazione delle vasche e la manutenzione ordinaria, e questo, unicamente, per risparmiare un po’ di soldi.

La Union Carbide (poi acquistata nel 1999 dalla Dow Chemical) se l’è cavata pagando 470 milioni di dollari al governo indiano nel 1989 ma non è stata mai avviata una bonifica della zona, né assicurata l’assistenza medica ai sopravvissuti, e neanche fornita acqua potabile alle comunità residenti.

E, arriva oggi la notizia, che la Corte Suprema Indiana ha respinto un ricorso delle autorità, nel quale venivano chieste condanne più pesanti nei confronti degli ex dirigenti della fabbrica di pesticidi di Bhopal.

Più precisamente, la polizia federale aveva chiesto alla corte che i sette dirigenti venissero condannati per omicidio preterintenzionale, una condanna passibile fino a dieci anni di carcere dato che, con la sentenza arrivata nel 2002, la giustizia indiana aveva condannato a due anni di carcere i responsabili indiani dell'impianto.

I giudici hanno giudicato 'insoddisfacenti' le spiegazioni addotte dagli investigatori del Central Bureau of Investigation (CBI).

E' chiaro che, di fronte alle nuove sfide poste dalla globalizzazione economica, l'esigenza per la comunità internazionale di dotarsi di un sistema giuridico sovranazionale che giudichi e condanni i responsabili di crimini ecologici contro l'umanità, come quelli – rimasti sin ora impuniti – di Bhopal o Chernobyl, è sempre più urgente.

L'Accademia Internazionale di Scienze Ambientali di Venezia (IAES – International Academy of Environmental Sciences) assieme ai suoi presidenti Adolfo Perez Esquivel – premio Nobel per la Pace 1980 e Antonino Abrami, Giudice Ambientalista e Giuseppe Cartei, Medico Oncologo, ha lanciato nel 2006 la campagna mondiale per l'istituzione di una Corte Penale Internazionale ed Europea per i Crimini contro l'Ambiente.

E il 14 Maggio, a Venezia, le istituzioni Europee, Nazionali e Locali, si incontreranno con l'International Academy of Environmental Sciences , dopo la prima adesione della UE alla proposta IAES, di istituzione della Corte Penale Europea dell’Ambiente.

Al link, tutte le informazioni relative alla Giornata di Studi: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/45471

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