Falafel Cafè
14 Maggio Mag 2011 1058 14 maggio 2011

Con “If I die” l'ultimo saluto al mondo ora si registra su Facebook

Rischia senz’altro di aprire un fronte legale senza precedenti. E di sembrare una cosa macabra. Ma intanto va presa per quel che è: una semplice applicazione per Facebook. Non è un gioco, nemmeno uno di quei test d’intelligenza. È una creazione che serve dopo la morte. Per salutare famigliari, parenti, amici. Per evitare di lasciare il mondo terreno senza spendere una parola. E per diventare mortali anche nel web, dove a regnare è l’immortalità.

Si chiama “If I die” (Se dovessi morire) ed è un’applicazione creata dalla startup israeliana Willook che consente agli utenti di registrare un messaggio video d’addio o scrivere una lettera di congedo dal mondo. Per dire e scrivere cosa? Dipende. Dalla persona e dalle circostanze. C’è chi può creare un filmato strappalacrime e chi, invece, chiudere con l’ironia. Chi può dire addio rivelando un segreto e chi, invece, lasciare un testamento.

Una volta fatto tutto questo, la pubblicazione sul profilo del deceduto avverrà solo quando la persona sarà davvero morta. È per questo che per dare l’ok alla pubblicazione servirà l’intervento delle tre persone di fiducia – anche loro iscritte a Facebook – che saranno indicate dall’utente che intende lasciare un messaggio dopo il decesso. A queste verrà affidato il compito di comunicare la notizia a tutti gli amici virtuali. Solo quando tutti e tre avranno notificato la morte, comparirà sul wall del profilo il messaggio di congedo.

L’applicazione è nata da una vicenda vera. E da un discorso che l’amministratore delegato della startup israeliana, Eran Alfonta, ha fatto con un suo amico. «“Se mi succede qualcosa, chi penserà ai miei figli?”, mi ha chiesto a un certo punto il mio amico», racconta Alfonta. «È a quel punto che mi ha spinto a creare qualcosa che poteva valere sia come testamento che come ultimo messaggio alla famiglia». Qualche settimana dopo l’amico è morto insieme alla moglie in un incidente stradale in Italia. In Israele, hanno lasciato orfani tre figli.

L’applicazione – che prevede un costo, anche se sostenibile – sta cercando anche di ricevere, almeno nello Stato ebraico, un codice di validità, così da far risultare l’ultimo messaggio, che sia video o testo, valido legalmente di fronte alla Giustizia.

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