Arabic Portraits
17 Maggio Mag 2011 1709 17 maggio 2011

Voglia di democrazia

La democrazia e' al primo posto tra i valori più importanti per i ragazzi che vivono negli Emirati. Lo dice uno studio, condotto a ridosso della "primavera araba" nei cosiddetti Paesi del Mena (Medio Oriente e Nord Africa), sui giovani tra i 18 e i 24 anni (The Arab Youth Survey, www.arabyouthsurvey.com). Seguono i legami familiari, il rispetto e la conservazione delle tradizioni, la sicurezza. Un risultato su tutti fa riflettere: alla domanda "quanto e' importante per te vivere in un paese democratico?" il 75% dei ragazzi emiratini ha dichiarato che lo e' molto. Eppure qui non c'e' nemmeno l'ombra di una democrazia. Purtroppo il sondaggio non é andato più a fondo, e non ha chiesto ai ragazzi che cosa significhi per loro questa parola. Gli Emirati sono una monarchia ereditaria, senza neppure un parlamento eletto interamente dal popolo. Chi ha diritto di voto, per la metá dei membri di quello che si chiama Consiglio Federale, é lo 0,1% della popolazione. Porzione scelta e controllata dal Governo. Gli altri membri, invece, sono nominati direttamente dagli sceicchi dei sette emirati. Forse per democrazia i ragazzi intendevano più che altro libertà, e di sicuro la sensazione che si ha vivendo qui é quella di essere molto liberi, soprattutto se si fa il paragone con altri stati del Golfo. Liberi a una condizione, pero': quella di seguire le rigide regole sociali e non uscire mai dai binari. Chi si oppone al Governo viene sempre controllato, minacciato e spesso arrestato. I media, poi, non possono scrivere e dire quello che vogliono. Esiste una sorta di autocensura: certe questioni (come ad esempio la prostituzione, le condizioni di vita degli operai, la sicurezza sul lavoro) non vengono trattate. Argomenti tabù che con attenzione si lasciano stare. Un segnale, pero', fa ben sperare per il futuro e fa pensare che forse i ragazzi hanno davvero voglia di cambiare qualcosa: gli Emirati hanno il più alto numero di blogger dei paesi del Mena e la meta' degli intervistati passa il proprio tempo libero connesso a internet e ai social networks. Sara' solo evasione o anche un modo di prendere coscienza e confrontarsi col resto del mondo?

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