Israele
22 Maggio Mag 2011 1827 22 maggio 2011

Obama all'Aipac

Israele ha appena ascoltato il discorso del presidente americano Obama di fronte ad AIPAC, una parte della lobby ebraica a favore di Israele negli Stati Uniti. In questo discorso Obama ripete quasi interamente quanto detto nel discorso precedente e spiega in dettagli quanto detto.

I portavoci del governo israeliano non sembrano soddisfatti del contenuto del discorso. Viene discusso il fatto che Obama abbia fatto riferimento alle frontiere del 1967 , come se se ne parlasse per la prima volta.

Nel discorso precedente Obama ha parlato del 1967, in questo discorso spiega che intende che le frontiere del 1967 devono essere una base, ma che ci saranno scambi di territori alla luce della nuova situazione demografica creatasi negli ultimi 44 anni. Questa e' forse l'unica differenza tra Obama e i presidenti americani che lo hanno preceduto, l'accettazione dei grossi gruppi di insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Ha ribadito che Hamas all'interno di un governo palestinese e' un grosso ostacolo alla possibilita' di pace in quanto Hamas e' un'organizzazione terroristica e non riconosce lo Stato d'Israele e certamente non dello Stato d'Israele come Stato del popolo ebraico.

Ribadisce l'appoggio in tutti i campi che gli Stati Uniti hanno sempre dato ad Israele e conferma che cio' continuera' in nome di principi comuni ai due paesi.

Ribadisce che si debba procedere ora e non attendere oltre verso accordi di pace.

Dichiara che gli Stati Uniti si opporranno ad una decisione unilaterale dei palestinesi nel tentativo di fare accettare il nuovo stato da parte delle Nazioni Unite.

I palestinesi non sono soddisfatti del discorso e chiedono una riunione urgente della lega Araba.

Ne israeliani ne palestinesi cambieranno le loro posizioni, gli Stati Uniti non faranno pressioni e quindi, ripeto, business as usual. Bisognera' aspettare e valutare la situazione politica nei paesi limitrofi per poter riprendere un discorso costruttivo. Questo potra' far valutare la dimensione degli interessi occidentali nei confronti di Israele. Nel frattempo viviamo lo status quo che potrebbe scoppiare in violenza ad ogni momento.

I media da entrambe le parti creano un dramma che non e' reale.

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