Club House
27 Maggio Mag 2011 1406 27 maggio 2011

Non è un affare per tutti

Settimana scorsa per lavoro si era a Brussels, dalle parti dell'ambasciata cinese, sorseggiando un po' di birra belga con un delegato di una qualche federazione giovanile di Shanghai. Ad un certo punto, per un motivo non meglio precisato, il cinese ha cominciato a parlare della loro filosofia, del loro punto di osservazione rispetto a quello degli occidentali che pongono prima di tutto l'uomo e poi il pianeta, mentre dall'altra parte del globo la pensano all'opposto. Prima la terra, poi l'uomo.

Hai voglia a dire "prima la terra, poi l'uomo". Ci vuole un bel coraggio, perché è così tremendamente scontato. Un esempio, da quel genio della letteratura che essendo genio, in Italia se lo sono scordati. Scriveva Giovannino Guareschi nell'introduzione al Don Camillo: "Gli uomini cercano di corregge la geografia bucando le montagne e deviando i fiumi e, così facendo, si illudono di dare un corso diverso alla storia, ma non modificano un bel niente, perché, un bel giorno, tutto andrà a catafascio. E le acque ingoieranno i ponti, e romperanno le dighe, e riempiranno le miniere; crolleranno le case e i palazzi e le catapecchie, e l'erba crescerà sulle macerie e tutto ritornerà terra. E i superstiti dovranno lottare a colpi di sasso con le bestie, e comincerà la storia. La solita storia".

Premesso che i cinesi fanno altrettanto (deviano interi fiumi e poi si ritrovano sott'acqua e si chiedono pure il perché), c'è invece un tale che ha deciso di affrontare la natura in tutto il suo scarno splendore e drammaticità pedibus calcantibus. E' un ex rugbista, Richard Parks (nella foto, via BBC), gallese classe '77 che ha collezionato anche presenze con la maglia della sua nazionale sia a 7 che a XV (il 1001° convocato nella storia del Galles). Richard ha dovuto abbandonare l'agonismo per guai ad una spalla, ma se ha appeso le scarpe al chiodo, d'altra parte ha iniziato a indossare scarponi e via. A fine del 2010 ha accetta una sfida che solo un rugbista (si rimane sempre rugbisti): nell'intento di raccogliere almeno un milione di sterline per il programma di ricerca Marie Curie Cancer Care, Parks ha iniziato a cimentarsi nel cosiddetto 737 program: scalare le vette più alte dei sette continenti e raggiungere i tre poli della Terra (Nord, Sud e "alto": il Monte Everest), il tutto nel giro di sette mesi. Lo scorso 25 maggio, ha completato la scalata dell'Everest.

Per completare un'opera che mai nessuno fino ad ora è riuscito a portare a termine - e con due mesi ancora a disposizione - si sta preparando per il Mount Denali (6.198mt in Alaska) e l'Elbrus (5.642mt, nel Caucaso Russo). Il ruolino di marcia è il seguente:

Leg 1: The South Pole - reached on 27 December 2010, at 6.10am GMT;
Leg 2: Mount Vinson (Antarctica, 4.892mt) summit reached on 8 January 2011;
Leg 3: Aconcagua (Argentina, 6.962mt) - summit reached on 5 February 2011, 5.54pm GMT;
Leg 4: Kilimanjaro (Tanzania, 5.981mt) - summit reached on 27 February 2011, 4.57am GMT;
Leg 5: Carstensz Pyramid (Indonesia, 4.884mt) - summit reached on 15 March 2011, 11.28pm GMT;
Leg 6: The North Pole - reached on 11 April 2011, 2.20pm GMT;
Leg 7: Everest (Nepal, 8.848 mt) - reached on 25 May 2011, 2.57 am GMT.

Poi sia ben chiaro che non tutti i rugbisti (o ex tali) possono permettersi di salire e scendere i monti come un Parks qualunque. No, certo che no. Però esprimono la loro solidarietà bevendo birra offerta dall'ambasciata di Pechino e valutando l'ipotesi di dare una lettura veloce all'I Ching.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook