Marchionne veste Prada
10 Giugno Giu 2011 1326 10 giugno 2011

Il nuovo mecenatismo made in Italy: la accendiamo?

Riprendo a grandi linee il post di ieri, quello in cui chiedevo - chiedevamo - a Dolce&Gabbana di restaurare Agrigento che, ahimè, sta cadendo a pezzi.

In chiusura citavo il caso Della Valle-Colosseo: per molti un rospo da ingoiare, per altri una buona occasione per ridare lustro ad un monumento che è uno dei simboli del nostro Paese e attira ogni anno milioni di turisti nella Capitale (e, da lì, in molte altre città).

Ieri il Gruppo Tod's di Della Valle ha concluso un altro importante accordo. Non uguale, ma simile: dal primo gennaio 2012, grazie a una quota di 5,2 milioni di euro da versare entro 4 anni, Tod’s entra nella Fondazione Teatro alla Scala e ne diventa il nono socio fondatore permanente.

Il legame tra il gruppo e il teatro milanese, non è una novità (ne ho già parlato in un altro post: http://www.linkiesta.it/blogs/marchionne-veste-prada/l-aritmetica-della-moda-italiana-si-e-inceppata-cambiando-gli-addendi-r) : lo scorso settembre Della Valle ha legato a doppio filo il nome Tod's a quello della Scala realizzando un video ("An Italian Dream") in cui veniva stabilito un parallelismo tra i gesti degli artigiani che creano i prodotti Tod's e le movenze eleganti del corpo di ballo del teatro. Video che è stato portato (insieme alle collezioni Tod's) in primis in Oriente dove: a)il gruppo ha tutto l'interesse ad incrementare i propri affari essendo un mercato in evidente crescita; 2) Cinesi e giapponesi vanno pazzi per l'italian mood e adorano la Scala (per accorgersene basta fare un giretto in piazza della Scala) e anche l'opera (non so se avete visto questo video http://www.youtube.com/watch?v=rntM7oUeFAc&feature=player_embedded tratto da Korea's Got Talent in cui un senzatetto coreano canta in italiano facendo piangere pubblico e giuria: impressionante)

Alla fine della conferenza stampa con cui ieri è stato presentato l'accordo, Della Valle ha detto: «Sarebbe bello vedere napoletani che si occupano di Pompei o veneti che si interessano alla conservazione di Venezia».

Lui, che è nato a Sant'Elpidio e non a Milano nè a Roma, è già protagonista di questa nuova forma di mecenatismo.

Nel Cinquecento c'erano le nobili famiglie fiorentine e il papato, oggi ci sono gli imprenditori della moda: cosa ve ne pare?

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