Massimo Sorci
Attentialcane
10 Giugno Giu 2011 2142 10 giugno 2011

Stavolta

Avvertenza: questo è un post ozioso, esercizio recriminatorio di uno proiettato al passato che non sa godere il bicchiere mezzo pieno del presente.
Ok, se siete ancora lì vi dico che io andrò a votare. Lo dico a scanso di equivoci. E prevedo che il quorum verrà raggiunto. Non starò a scomodare il “nuovo protagonismo sociale” o il “vento che è cambiato” o altre cose così. Anche perché il vento – come lo Spirito Santo – soffia un po’ dove vuole e magari alle prossime politiche si stanca e hai voglia a cantare la canzone di Bertoli alle Feste del PD.

Referendum e Spirito Santo, si diceva. Stavolta i cattolici partecipano. Non come quella volta là della fecondazione assistita. Stavolta è un florilegio di appelli delle diocesi, di prese di posizione di Azione cattolica, Acli, Pax Christi, scout, eccetera, di suggerimenti della stampa di area. Se poi arriva anche Papa Ratzinger a dettare la linea, allora è ufficiale: la Chiesa è per utilizzare – ripeto, stavolta – lo strumento referendario.

Dice: embè, che vuol dire? Ci sono valori assoluti e mezzi relativi e lo strumento del referendum è – appunto – uno strumento. Quindi uno lo utilizza come gli pare, una volta predicando la diserzione, un’altra rimuovendo il non expedit. Dov’è lo scandalo? E poi sta scritto anche nella Costituzione che uno può non andare a votare. Non l’ha mica scritta Ruini la Costituzione.

In realtà la norma costituzionale è stata scritta a salvaguardia del corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa che introduce uno strumento di suffragio diretto: per cancellare una legge è auspicabile ci sia la maggioranza assoluta dei cittadini poiché i rappresentanti del popolo che hanno approvato quella legge hanno avuto la maggioranza in Parlamento. Cioè: una norma non può essere abrogata da una volontà popolare meno forte di quella che l’ha voluta.

Ma veniamo al punto. Se è scandaloso che una forza politica spinga a non andare a votare (ieri Casini, oggi Berlusconi) perché sarebbe come mettere sabbia nell’ingranaggio democratico, è altrettanto scandaloso che la Chiesa – che oltre che guida delle coscienze è anche uno Stato estero – ci butti, in quell’ingranaggio, badilate di breccino. Tu hai i tuoi valori assoluti, che rispettiamo, e noi i nostri – che tu, all’insegna della reciprocità, devi rispettare: il nostro valore assoluto è il corretto funzionamento delle regole che ci siamo dati.

Sento la vocina là in fondo: ma vuoi chiudere la bocca alla Chiesa? No, dico di più: voglio che la Chiesa dica la sua sempre. Però lo deve fare all’interno delle modalità che uno Stato sovrano decide di darsi. E, soprattutto quando tutte le cosucce referendarie sono avviate, senza forzare quelle modalità per salvaguardare il proprio “valore assoluto”. E non è un argomento affermare che in realtà la Chiesa non riconosce altri “assoluti” al di sopra del proprio. E che siamo a Teheran?

Comunque stavolta il problema non esiste, stavolta la Chiesa ha deciso che i propri fedeli possono votare e, quindi, questo post è inutile, un esercizio recriminatorio di uno proiettato al passato che non sa godere il bicchiere mezzo pieno del presente.

Fino alla prossima volta.

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