Falafel Cafè
14 Giugno Giu 2011 1528 14 giugno 2011

L'accusa di Hamas: "Emergenza sanitaria a Gaza". Ma Israele smentisce

C’è crisi. Grossa crisi. Crisi? Ma quale crisi? Potremmo riassumerla così la nuova «emergenza sanitaria» sulla Striscia di Gaza. «Emergenza» rilanciata con grande evidenza da Al Jazeera e Press Tv, l’emittente iraniana all news in lingua inglese (guarda il video sotto). Ecco, dicono le due tv – rilanciando l’allarme di Adham Abu Salmiyah, portavoce dei servizi medici locali e del pronto soccorso – che «centinaia di pazienti di Gaza sono in grave pericolo di vita se, entro le prossime 48 ore, non avranno accesso a specifici medicinali».

A rafforzare la richiesta di aiuto del medico, ci ha pensato il ministro della Salute di Hamas, Basem Na’im. Che ha invitato i giornalisti a fare un sopralluogo nei magazzini dei medicinali. Lì, il direttore del centro, Mohammed az-Zamili, ha detto che «mancano 180 medicinali, mentre altre 200 stanno per finire».

Quindi tutti ad attaccare in coro il governo israeliano. E tutti a chiedere di togliere il blocco che lo Stato ebraico ha imposto su Gaza in risposta agli attacchi terroristici di qualche anno fa.

Solo che da Gerusalemme non ci stanno a passare per i cattivi di turno. E così, interpellati da questo blog, precisano una serie di cose: a partire dal fatto che no, a Gaza non c’è emergenza sanitaria vera e propria. Più semplicemente i medicinali spariscono dai canali ufficiali per essere rivenduti nei mercatini illegali a un prezzo maggiorato. E con l’assenso tacito di Hamas.

E allora. «Proprio ieri (13 giugno, nda) Israele ha inviato, attraverso il valico di Erez, 12 camion pieni di medicinali diretti all’ospedale militare giordano di Gaza», dicono dall’Idf, l’esercito dello Stato ebraico che controlla il flusso delle merci in entrata e uscita sulla Striscia e sulla Cisgiordania.

Oltre ai farmaci – continuano dall’Idf - «abbiamo fatto entrare 195 giordani che andranno ad aggiungersi al personale medico fisso e che sostituiranno quelli in uscita». E ancora: «Una cisterna di carburante, un camion-frigo e prefabbricati, che andranno ad aumentare la capacità ricettiva dell’ospedale già esistente di altri 300 metri».

Quindi la replica ufficiale ai palestinesi di Hamas: «L’ospedale da campo giordano cura ogni giorno circa mille palestinesi, tutti quelli che hanno bisogno di trattamenti clinici particolari vengono spediti subito in Israele. I farmaci arrivano nella Striscia ogni giorno e, per quanto riguarda il personale, i medici entrano da Allenby Bridge (al confine tra Israele e Giordania, nda) senza passare attraverso i check-point e senza i controlli di routine, sia all’andata che al ritorno».

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