Teardrop
15 Giugno Giu 2011 1247 15 giugno 2011

Come la Cina

L’Italia è la nazione della Ferrari e della Cinquecento. La crescita a doppia velocità del paese è un parametro che oggi, perlomeno, deve essere preso in considerazione quando si parla di tecnologia e dell’impatto che i social network hanno avuto sulle amministrative, prima, e sul referendum, dopo.

Buona parte delle analisi fatte sulla forza della rete avevano come incipit le stesse idee che nel tempo sono diventate la bussola ufficiale per leggere la nascita della televisione commerciale. Il computer non è il piccolo schermo. I cambiamenti sono meno visibili ma costanti. L’episodio delle urne è figlio di una cultura, così la definisce Vittorio Zambardino, che ha già digerito l’aspetto partecipativo. La sfida di oggi è un’altra.

Il presente dei vigili della rete è tangente al dibattito imposto dai motori di ricerca. I quotidiani e la tv per sopravvivere hanno bisogno di essere il grasso dell’attualità più stretta. Il fatto del giorno, valido o meno, determina ancora l’impaginazione di un giornale o la scaletta di un programma televisivo. Questa esigenza su internet è sempre meno urgente. Il dibattito sull’acqua, iniziato prima del 2010, lo dimostra.

I numeri non sono tutto. Sono solo un punto di partenza. Il presente della rete assomiglia tanto a quello della Cina che dopo aver raggiunto una certa grandezza economica oggi deve disegnarsi un immaginario che superi le 24 ore prese in esame dai media tradizionali.

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