Saro Capozzoli
Bussola cinese
15 Giugno Giu 2011 1856 15 giugno 2011

Dove potrebbero verificarsi i prossimi conflitti? Forse non sapete che….

Fare la fila in Cina, essere in coda in un ufficio pubblico, è spesso un’esperienza stressante, specie se non si hanno i nervi saldi si rischia di litigare con chi ti vuole scavalcare. Ci si fa l’abitudine poiché è sempre stato così ma quello che ho di recente notato è che diventa sempre più frequente incontrare giovani trentenni che fanno a posta a infilarsi davanti a te e se tu accenni a qualche protesta, ti guardano con occhi di sfida, specie se capiscono che sei uno straniero. A volte si arriva anche a spingersi per riuscire a mantenere la posizione. Quegli occhi di sfida e il fatto che queste “piccole guerre” avvengano sempre più di frequente, mi fa pensare che anche nella quotidianità si avverte la consapevolezza che la Cina stia alzando la testa e sarà sempre più così.

Dalle piccole cose quotidiane ci si rende conto dei cambiamenti in atto in un paese e si deve viverle per capire.

Da qui passiamo a vedere quello che sta succedendo nel sud della Cina. Il Vietnam sta svolgendo delle manovre militari navali al largo delle proprie coste in un’area che la Cina rivendica per se.

Se vedete una mappa cinese, specie quelle pubblicate qui in Cina, gran parte del mare a sud della Cina è sotto il loro controllo. Fa impressione vedere i confini estesi a pochi km dalle coste del Vietnam, delle Filippine, dell’Indonesia e Malesia. Ma perché questo? E perché i cinesi sono così nervosi per queste esercitazioni?

Nell’area contesa ci sono centinaia d’isolette, disabitate ma posizionate su una delle aree più ricche al mondo di petrolio e gas, senza contare i diritti di pesca nell'area.

Da qui si capisce come mai i cinesi stiano spendendo centinaia di miliardi per rafforzare la propria forza navale: hanno in cantiere portaerei ed altri sistemi navali e non solo di difesa. E’recente il fallimento della Clinton a Pechino che cercava di trovare un accordo nello stop della costruzione del missile “ammazza” portaerei, un’arma che gli USA temono particolarmente dato che potrebbe affondare senza pietà le loro ammiraglie dei mari. Ora i cinesi varano i propri mezzi più avanzati, affermando apertamente di voler avere un ruolo sempre più importante nel Pacifico e non solo nelle vicinanze.

La continua ricerca di nuove risorse energetiche e di materie prime, sta portando la Cina a prendere delle posizioni che solo cinque anni fa sarebbero state impossibili da sostenere, e quindi difendere con i denti i propri interessi.

La dottrina del primo colpo è sempre stata nella strategia militare cinese e quindi non è detto che non si possa arrivare al punto di fermare le mire espansioniste dei paesi che si affacciano sul mare del sud non tanto per difendere quello che c’è sopra, ma per quello che si trova sotto le acque.

Anche i pirati che affliggono le acque al largo della Somalia sono ora sotto mira da parte della marina militare cinese, che per difendere i propri cargo e le petroliere che devono raggiungere i porti cinesi, pensa di colpire direttamente le basi sulle coste per risolvere il problema alla radice. Tutto questo con decisione unilaterale, quindi senza ricercare sempre l'approvazione delle UN e prendendo come esempio i blitz americani in diverse parti del mondo degli ultimi decenni, come gli interventi in Africa, in Centro America e quelle in Pakistan.

Non dovremmo quindi preoccuparci solo per quello che potrebbe succedere in Iran o in Medio Oriente, ma per quello che è in atto in aree di cui si parla poco, se non per nulla perchè fuori dai radar dei media italiani.

Dovremo abituarci a sentire parlare d’interventi cinesi sotto le vesti delle UN o in azioni che andranno a proteggere i loro interessi, specie quando questi hanno il sapore del petrolio, minerali e aree strategiche per i propri interessi.

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