Yottabyte
24 Giugno Giu 2011 0923 24 giugno 2011

iPad sulle orme di iPod?

Negli ultimi 15 mesi, da quando è stato lanciato il primo iPad, quasi tutti gli attori (A-brands e B-brands) del mercato ICT (e va notato che per il tablet il mercato è tornato a riappropriarsi della C di communication in ICT) si sono lanciati (alcuni ancora solo a livello di comunicazione marketing) nella commercializzazione di tablet.
Ma come stanno reagendo mercato e consumatori? Chi vuole comprare un tablet, oggi, si chiede perché mai dovrebbe comprare qualcosa di differente da un iPad e, non trovando spesso una serie di risposte convincenti, si ritrova con un iPad (dedicherò un altro post all’approfondimento tecnologico sul confronto 1-to-1 iPad vs. “tablet Android”).
Sta succedendo quello che é successo con iPod per i lettori MP3? A prima vista sembrerebbe di si.

I dati della ricerca di Bernstein Research, pur basati su un campione molto ristretto, sembrerebbero evidenziare che i consumatori che vogliono un tablet cercano iPad o qualcosa di similare (es. lo scarso, scarsissimo appeal degli schermi da 7”) e alla fine si indirizzano su iPad. Quindi ci apprestiamo ad assistere, nei prossimi anni ad un successo come già avvenuto per iPod?
Anche se i dati del mercato (attuale) sembrerebbero suggerire questo penso che sia necessario, e fondamentale, considerare almeno tre altri fattori.
Un tablet non è un dispositivo “stupido” (passatemi il termine) come un lettore MP3, il tablet potrebbe (e dovrebbe) avere uno sviluppo business e quindi un sistema “chiuso” come Apple potrebbe limitarne la diffusione. Inoltre in questo momento non vengono particolarmente considerati come potenziali competitor di Apple/iPad né i produttori “entry” né new comers a livello di sistema operativo che potrebbero rivoluzionare il mercato (e non sto pensando a Windows, almeno al momento ma ricordiamoci che Microsoft sta sviluppando Windows8 pensando da subito anche per il full touch).

L’equazione iPad=iPod, quindi, oggi, mi sembra ancora un po’ prematura ma come al solito l’ultima parola l’avrò il mercato. Stay tuned.

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