Saro Capozzoli
Bussola cinese
26 Giugno Giu 2011 1459 26 giugno 2011

I cinesi ed il debito europeo

Il premier Cinese Wen Jiabao si trova ancora una volta in visita visita a quel che rimane del vecchio continente (Ungheria, Germania, Gran Bretagna)

Visite sempre più interessanti per i cinesi che si trovano a dover sostenere anche la nostra economia oltre che quella americana. Più del 7% del debito europeo è in mano cinese e questa quota è destinata a crescere.

Perché lo fanno? Diciamo che è un modo per non far cadere uno dei migliori clienti della “fabbrica” cinese, ma è anche un’opportunità per cercare di mutare la propria immagine ed assumere un ruolo sempre più di protagonista, in un continente che si muove ormai a una velocità più consona al XX secolo che a quello che stiamo vivendo. Tutta l'Asia, a parte il Giappone e pochi altri esempi, si sta preparando ad affrontare le sfide del XXI Secolo, la sovrappopolazione, la carenza di risorse naturali, i mari che si stanno spopolando e la incombente crisi alimentare, l’energia che non basta, sono tutti fattori che fanno cambiare ed evolvere questa parte del mondo sempre di più.

Mentre i cinesi usano le immense risorse accumulate negli ultimi 30 anni per investirle nel mondo e per garantirsi forniture stabili di materie prime, l’occidente è invece preso da alto debito pubblico, spese senza controllo per armare gli eserciti per guerre che è facile iniziare ma che poi è difficile far finire. Tutta questo sottrae energie e risorse allo sviluppo del nostro futuro, dei giovani che in occidente crescono seguendo modelli futili che servono alla classe dirigente per controllare il consenso e che come conseguenza si genera la mancanza di prospettive per le giovani generazioni.

Mi chiedo se non è giunto il momento di rivedere il nostro modello di sviluppo e di pensare a una strategia organica per il futuro, provare a guardare oltre le prossime elezioni e alla ricerca del consenso.

L’Europa è purtroppo un “soggetto” che la Cina non riesce a inquadrare bene. Un’entità che dovrebbe parlare con una voce sola ma che purtroppo si trova ad agire seguendo diverse direzioni e a litigare alla prima occasione, facendo emergere i particolarismi e i nazionalismi.

E’ questo uno dei motivi principali che porta la Cina a dialogare prevalentemente con l’amico/nemico americano piuttosto che trovarsi invischiata in un bailamme di posizioni che alla fine nuociono solo alla nostra immagine e agli interessi comuni.

Finche potrà, la Cina cercherà di approfittarne per comprare pezzetti di Europa e accrescere la propria influenza, silentemente. Senza rendercene conto non potremmo più fare a meno del loro supporto e saremo dipendenti sempre più dipendenti.

Andremo da loro ad imparare come si gestisce la finanza, a capire come intrecciare l’interesse della Nazione con quello dei popoli. Alti funzionari del governo USA e della federal reserve l'hanno già fatto. Hanno visitato più volte Pechino nel 2009 per capire come è stato possibile risanare in Cina, verso la fine degli anni novanta inizio secolo, le banche cinesi che erano sull’orlo del fallimento.

Le misure adottate dall’allora governo hanno permesso di superare quella crisi ed ora forse anche in Europa dovremmo guardare all’economia cinese con un po’ meno arroganza e forse con un po’ più di curiosità ed umiltà.


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