Bitchiness gets you everywhere
27 Giugno Giu 2011 1542 27 giugno 2011

Minigonna con lo strascico

In un articolo pubblicato nel 2008 su The Sunday Times, India Knight sosteneva che non è più difficile vendere del pesce o comprare un cactus semplicemente perché si è donna.
Se questo fosse vero in assoluto, la cosiddetta questione femminile non avrebbe oggi ragione di essere, così come lo strascico di polemiche che il dibattito sulle pari opportunità delle donne porta con sé non dovrebbe occupare con insistenza le prime pagine dei giornali quando originato da un presupposto pretestuoso e forzato.
È questo il caso della querelle sul manifesto scelto dal Pd per presentare la nuova edizione della Festa dell’Unità di Roma. In un mondo in cui i diritti delle donne trovassero piena e concreta realizzazione, suscettibilità di questo genere non avrebbero terreno fertile. E invece, nella misura in cui è percepito, il problema esiste eccome.
Accade così che sedicenti femministe da più parti lamentino l’uso strumentale e malizioso di questa strana entità che chiamano il corpo delle donne, e strepitino istericamente per chiedere la rimozione immediata del cartellone pubblicitario che campeggia da giorni sui muri della capitale e che rischierebbe, a loro giudizio, di trasformare in festino l’evento democratico di Caracalla. Ma bastano davvero una semplice minigonna e due gambe scoperte a trasformare una donna in un'olgettina? Come ha già scritto Massimiliano Gallo, non è accettabile che la linea di un partito possa essere dettata dal manifesto di una festa, ed è davvero il caso di sfoderare un po’ di leggerezza.
Ridurre il dibattito sui diritti delle donne a conati gratuiti di vetero-femminismo sarebbe un errore imperdonabile, proprio perché la questione sulle pari opportunità è invece ancora aperta e attuale. Indignarsi quindi per un manifesto di cattivo gusto non aiuterà a risolvere i problemi legati al lavoro femminile, come inneggiare al corpo vilipeso delle donne e scandalizzarci per una minigonna al vento non metterà fine ai maltrattamenti e alle violenze subite da migliaia di donne nel nostro paese.

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