Marchionne veste Prada
1 Luglio Lug 2011 1753 01 luglio 2011

AltaRoma, ma 'ndo vai (se la moda non ce l'hai)

Continuo a prendere spunto dalle canzoni (sarà il caldo) per parlare di moda. Anzi, no. Questa volta prendo spunto da un pezzo cult di Alberto Sordi - che Roma ce l'ha sempre avuta a cuore, bella e brutta come tutti i romani ben sanno - per parlare di non moda.

Venerdi - giovedì con una preview - parte l'edizione estiva di AltaRoma AltaModa a cui, tra l'altro, sono anche accreditata perchè ormai la seguo da un po' di anni. Aprendo il sito della società l'intento è chiaro: "AltaRoma è una società nata per promuovere la città di Roma come palcoscenico privilegiato per l'Alta Moda italiana".

Aprendo il calendario dell'edizione di luglio 2011 la prima domanda che viene spontanea è questa: dov'è l'AltaModa italiana?

Con tutto il rispetto per firme storiche come Renato Balestra e Gattinoni (che tengono alto il tricolore a Santo Spirito in Sassia da tanti, troppi anni), a cui aggiungo Fausto Sarli, scomparso l'anno scorso, e Raffaella Curiel, che con AltaRoma ha una relazione direi burrascosa, l'haute couture sotto al Cupolone è pressochè desaparecida. Fatto salvo per qualche nome mediorientale - Abed Mahfouz, Tony Ward, entrambi libanesi - che sforna mises da sera iper luccicanti che solo le principesse arabe potranno sfoggiare a qualche ricevimento.

Tre stagioni fa la guida di AltaRoma è cambiata: oggi a capo del Cda - del quale fanno parte anche Santo Versace e il suo assistente, l'ex presidente della Camera di Commercio di Roma (oggi vicepresidente, il terzo, di Roma 2020), la figlia di Gianni Letta e l'ex presidente Nicoletta Fiorucci: un po' un calderone - c'è Sivia Venturini Fendi. Da allora si è cercato di virare verso l'ibrido, per salvare capra e cavoli: AltaRoma è giovani (ma non solo: visti i Balestra e co.), AltaRoma è artigianalità, arte, scuole di moda.

Di fatto la visibilità della manifestazione è marginale (i buyer non servono agli storici della couture, che hanno abbandonato il marketing per tenersi buone le clienti facoltose), i giornalisti sono una manciata, quelli stranieri davvero pochi.

Pronta a smentirmi a partire da quest'edizione. Ma mi chiedo: cosa ne pensano i contribuenti? i soci di AltaRoma, infatti, non sono certo privati: Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Camera di Commercio di Roma.

Tra gli sponsor della kermesse c'è sempre L'Oreal, mentre tra gli sponsor indiretti c'è Vogue Italia che proprio ad AltaRoma organizza un concorso annuale per i giovani talenti della moda, Who's on Next.

Ma se AltaRoma scegliesse la via dei talents? Magari all'inizio avrebbe meno prestigio, ma acquisterebbe una propria identità. La mancanza di un dna si fa sentire anno dopo anno.

Tutti gli anni si liquida la polemica dicendo che è "sempre la stessa". Ma se lo è davvero, un motivo ci sarà.

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