Teardrop
2 Luglio Lug 2011 1431 02 luglio 2011

L’editto bulgaro è finito, Santoro ricominci dal web

Santoro è riuscito a trasformarsi in un brand. La discussione, a tratti prioritaria, riguardante il suo futuro televisivo non si basa sui nuovi, o forse vecchi, argomenti che il giornalista affronterà. Santoro sembra essere diventato un dentifricio che promette di migliorare l’alito di questa o quella tv. Nessuno conosce l’aroma vincente. Tutti, o quasi, sono disposti a comprare il magico prodotto sulla fiducia.

L’emulazione di Oprah Winfrey, la super giornalista statunitense che è riuscita a diventare un network, è uno dei due aspetti della vicenda Santoro che bisognerebbe evidenziare. L’altro riguarda il media. Leggendo le analisi che quotidianamente sono redatte sul giornalista pare che Santoro possa avere un futuro lavorativo solo in tv. Questa opzione è falsa e molto comoda.

Internet in Italia è maturo. Le storie di innovatori, che per molto tempo hanno contraddistinto la stampa di settore, non sono più così rappresentative del web. Oggi per raccontare la rete italiana bisogna riflettere sulla migrazione di pubblici. Telespettatori nel caso di Vieni via con me (che sulla propria pagina facebook è riuscita a catturare più di 300mila fan) o elettori se si considera le vittorie alle Comunali di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris. Lo stesso Santoro con Rai per una notte, prima, e Tutti in piedi, dopo, è riuscito a dimostrare che un contenuto valido non si disperde nel maremagnum della rete.

Internet, però, è un’alternativa alla televisione solo se si considera gli aspetti editoriali. Il business che potrebbe generare la rete è un mistero. Santoro guadagnerebbe di più a la7 anche con un contratto tarato sui punti di share. Gli stessi benefit non li avrebbe con la rete dove, al contrario, dovrebbe investire di tasca propria per iniziare un nuovo progetto.

L’editto bulgaro (così fu definita l’indicazione di Silvio Berlusconi riguardante l’epurazione di Biagi, Santoro e Luttazzi) è finito. Se Santoro vuole davvero emanciparsi dalla Rai politicizzata e da la7, probabilmente sotto scacco del Governo, oggi può farlo. Ricominci dal web e dimostri a tutti i suoi telespettatori che in nome della libertà di informazione è disposto a colonizzare la rete. Se alle parole dure seguirà un ritorno all’ovile sapremo, una volta di più, che su internet mancano attori interessanti perché la tv li paga meglio.

Colonna sonora: Money di David Guetta

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