Falafel Cafè
3 Luglio Lug 2011 1657 03 luglio 2011

Tra ebrei e arabi scoppia la guerra sul prezzo del gelato

Estate di rivolta, questa in Israele. Estate contro i prezzi. Prima dei latticini. Ora dei gelati. A lanciare il secondo attacco in pochi giorni è stato un comune cittadino, Shlomi, che ha fatto una scoperta singolare. «I gelati a Gerusalemme Est costano molto meno di quelli, gli stessi, venduti nel resto della città e dello Stato ebraico».

Possibile? A fornire il tariffario è lo stesso consumatore. Che ha scoperto per caso la differenza, dopo essere andato a comprare alcuni ghiaccioli nei quartieri a maggioranza araba di Shuafat, Sheikh Jarrah e Beit Hanina. «Un ghiacciolo viene venduto a Gerusalemme a 50 centesimi di euro», ha rivelato Shlomi. «Lo stesso prodotto, a Tel Aviv costa 71 centesimi. Ma nella parte est di Città Santa gli arabi possono acquistarlo a soli venti centesimi».

E non finisce qui. Perché le differenze toccherebbero anche il cornetto-gelato. «A Gerusalemme e Tel Aviv viene venduto agl’israeliani a 1,52 euro. Mentre a Gerusalemme Est lo si può comprare a mezzo euro. Perché?».

C’è da dire che la denuncia di Shlomi è stata inoltrata – sotto forma di domanda – anche ai vertici della “Strauss”, l’azienda controllata dalla Unilever (che possiede anche l’Algida) e che produce i gelati sotto esame. Ma la replica non ha accontentato per nulla il cittadino-consumatore: «Nel vendere il prodotto noi diamo solo un’indicazione di prezzi», hanno detto dalla “Strauss”. «Ma la decisione finale sul listino da proporre spetta ai singoli rivenditori».

La questione non è da poco. Da quando la denuncia di Shlomi ha fatto notare che lo stesso gelato viene venduto a prezzi differenti a Gerusalemme Est più di qualcuno, pur di risparmiare in tempi di ristrettezza economica, va nei rioni a maggioranza araba. Aumentando così il rischio di incidenti tra ebrei e musulmani. E, soprattutto, facendo arrabbiare ancora di più gli ebrei ultraortodossi che non solo non mettono mai piede a Gerusalemme Est, ma che da questo svantaggio economico hanno tutto da perdere, essendo tradizionalmente i più poveri dello Stato ebraico.

* * *

NOTA AI LETTORI: Per motivi di lavoro questo blog non sarà molto aggiornato per un paio di mesi. Ogni volta che sarà possibile, scriverò su questo spazio. Nel ringraziare i tanti lettori che ogni giorno leggono Falafel Cafè auguro a tutti voi di trascorrere una bella estate. Ci (ri)vediamo - con più regolarità - a settembre. (l.b.)

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