Stefano Grazioli
Gorky Park
4 Luglio Lug 2011 1504 04 luglio 2011

Sting non canta per Nazarbayev

Scrive l’agenzia AdnKronos che “Sting ha cancellato un concerto ad Astana, capitale del Kazakistan, in seguito alle notizie sulle violazioni dei diritti umani perpetrate nel paese contro i lavoratori del settore petrolifero. In un comunicato pubblicato sul suo sito, l'ex Police annuncia di aver cancellato il concerto previsto per lunedì dopo che Amnesty International gli ha segnalato la repressione esercitata sui lavoratori in sciopero. Una vicenda che Sting definisce inaccettabile”.

E ancora: “Amnesty aveva fatto presente a Sting che la sua esibizione (fra l’altro prevista in occasione di una festa nazionale) sarebbe apparsa come un avallo alle politiche del Paese. Ma Sting sul suo sito ha chiarito: "Gli scioperi della fame, i lavoratori arrestati e decine di migliaia di scioperanti rappresentano una linea virtuale che non ho alcuna intenzione di varcare". Nel 2009, Sting era stato criticato per aver tenuto un concerto in Uzbekistan, considerato come uno dei regimi più repressivi tra i Paesi dell'ex Unione Sovietica”.

Mah. Ma doveva aspettare proprio l’ultimo giorno per annullare? Non voleva essere considerato recidivo? Ad Amnesty si sono accorti solo ora che Sting aveva messo in scaletta nel tour la capitale kazaka? E suonare ad Astana vuol dire sostenere Nazarbayev? E quando ha suonato a Mosca? O quando fra un paio di giorni arriva a Kiev? Sting canta per Putin e Yanukovich? A Berlino per la Merkel e a Roma per Berlusconi?

Suvvia. I kazaki sono un po’ incazzati. Giustamente. Anche perché si devono accontentare di Sarah Brightman.

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