Massimo Sorci
Attentialcane
5 Luglio Lug 2011 2132 05 luglio 2011

Oh ragassi siam mica qui a fare i battaglieri con le pistole ad acqua

Sarà contento Umberto Eco che sabato su Repubblica aveva detto che ad uscire con le ossa rotte dai recenti risultati elettorali era stato, oltre che Berlusconi, anche D’Alema, il teorico della supremazia della politica sulla società civile.

Ora Pierluigi Bersani nel respingere la richiesta di referendum sulla legge elettorale che un largo fronte di dirigenti del Pd avanza – tra cui Parisi, Veltroni, Castagnetti e Cuperlo – si trincera dietro una dichiarazione che potrebbe apparire quantomeno pilatesca: “La mia linea generale è che il Pd – dice il segretario – non promuove i referendum, perché si tratta di strumenti a disposizione della società civile».

La verità è che Bersani non vuole spaccare il partito e, siccome non sa come venirne fuori, parla d’altro. Di questioni laterali. Perché sarà anche vero che il Pd non promuove referendum ma è anche vero che una linea – non generale, ma particolare – un partito la deve pur dare. E la scelta da fare ora è: mantenere correttivi maggioritari o no?

Dopo la proposta dell’inizio di giugno – che qualcuno aveva battezzato “ungherese” – un po’ complicata ma che in definitiva preservava un’impostazione bipolare, è deflagrata la bomba della proposta di referendum Passigli: un sostanziale ritorno al sistema proporzionale. Con il cavallo di Troia dell’abolizione dei listoni bloccati, argomento di forte presa nella società civile (appunto).

Il sospetto è che dietro quella proposta ci possa essere la longa manus di Massimo D’Alema, trapattoniano di ferro che – dopo le sperimentazioni sacchiane del maggioritario – preferisce un ritorno al vecchio schema del centro-sinistra col trattino. E per questo schema serve una legge che permetta la formazione di quattro o cinque raggruppamenti che si accordino – a seconda dei voti che ottengono – in sede parlamentare per governare il paese.

Ora, indeciso tra Puskas, Sacchi e Trapattoni, Bersani fa melina. Anche perché se il Pdl implode e si va a votare con il Porcellum il primo a trarne beneficio, con un Nichi Vendola sempre alle prese con le sirene antagoniste, sarebbe proprio lui, il Bersani-Fassino con il quale il Pd e la sinistra hanno sempre vinto.

Quindi può essere che la scelta Bersani in cuor suo l’abbia già fatta. Da buon figlio di un'Emilia molto pratica - e per niente paranoica - suggerisce di portare pazienza: fedeli alla linea anche quando la linea non c’è.

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