Stefano Grazioli
Gorky Park
7 Luglio Lug 2011 0941 07 luglio 2011

Yulia, Victor e il circo ucraino

Yulia Tymoshenko sul banco degli imputati. L’eroina della rivoluzione del 2004 a processo a Kiev per questioni energetiche (gli accordi del 2009 con la Russia), materia che conosce bene, non per nulla era chiamata “la principessa del gas” prima di convertirsi alla politica tout court. La scalata da oligarca, poi il trionfo in arancione, i litigi e il disastro a braccetto con Victor Yuhschenko e ora la farsa di quello che lei e i suoi sostenitori definiscono una vendetta politica. Tutto regolare invece per il presidente Victor Yanukovich. As usual.

Un politologo filogovernativo spiegava l’altro giorno che non si può chiedere all’Ucraina di fare un po’ di piazza pulita e combattere la corruzione e quando si inizia poi lamentarsi. È vero anche che il processo alla Tymoshenko appare alquanto strumentale. È il solito paradosso delle repubbliche ex sovietiche dove si sa che, per usare un’espressione che forse poco si addice alla bella signora bionda con le trecce ma è efficace per far capire come stanno le cose, il più pulito ha la rogna.

E allora? Nell’Ucraina dove nel 2004 i miliardari hanno dovuto soccombere ai milionari, nel 2010 è arrivata puntuale la rivincita. Si tratta di una lotta tra poteri dove alla fine vince il più forte.

In ogni caso il quotidiano Segodnya ha prospettato qualche giorno fa un ventaglio di possibilità su come potrebbe andare a finire. L’esito più probabile (80%) è quello che vede la Tymoshenko giudicata sì colpevole e quindi condannata, ma con la sospensione della pena. All’ex premier verrebbe risparmiato insomma di finire in galera, ma le sarebbe preclusa la possibilità di presentarsi alle prossime elezioni.

Per Segodnya c’è un 15% di probabilità che la Tymoshenko venga condannata e sia obbligata a scontare la pena, in questo caso non solo si radicalizzerebbe lo scontro nel Paese e tra governo ed opposizione, ma l’immagine dell’Ucraina all’estero subirebbe un duro contraccolpo e i rapporti con l’Occidente verrebbero a complicarsi. Le residue varianti ipotizzano un processo che provi l’innocenza della Tymoshenko (4,9%) e una fuga prima del verdetto da parte dell’ex eroina arancione in qualche paese europeo disposto a concederle asilo (0,1%).

A Kiev il circo va avanti. Staremo a vedere.

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