Marchionne veste Prada
15 Luglio Lug 2011 1247 15 luglio 2011

La Cgil attacca i modelli in vetrina da Coin. Ma scommettiamo che si ferma a guardare Belen?

Sembrerà una notizia prettamente milanese, ma non lo è. Se vi fate un giro in centro a Milano in questi giorni, noterete due modelli in vetrina da Coin: un ragazzo e una ragazza in costume da bagno con location attrezzata a mo' di spiaggia.

Un'idea (che tra l'altro non è un'assoluta novità, chiariamo) che ha mandato in bestia la Cgil: «Non siamo contro i saldi, né contro l’economia di mercato - spiega in una nota la Filcams Cgil di Milano - ma vorremmo difendere il decoro dei lavoratori e l’intelligenza dei clienti». Secondo il sindacato, quella del multibrand milanese sarebbe un' iniziativa «all’insegna del corpo in vetrina e della mercificazione di tutto». Per concludere che «non è certamente con queste scelte pubblicitarie che si costruisce una città che vuole essere modello di modernità e futuro».

Posto che gran parte delle campagne pubblicitarie sono "all'insegna del corpo in vetrina" e potrebbero essere tacciate di "mercificazione" in egual misura, mi chiedo se questa non sia l'ennesima polemica sterile.

Camminando per da Cadorna a Brera, mi imbatto nella maxi affissione di Nadal in mutande per Emporio Armani. Prima di lui, nello stesso spazio, ci sono stati Beckham e Cristiano Ronaldo.

In zona Porta Nuova, invece, ci sono i cartelloni pubblicitari di Belen in bikini: è con queste scelte pubblicitarie che si costruisce una città modello di modernità e futuro?

Sul fatto che i lavoratori della Coin siano sottoposti ad orari di lavoro massacranti, come sostiene sempre la Cgil, non metto becco: ecco un tema su cui i sindacati possono e devono fare qualcosa.

Voi che ne pensate?

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