Yottabyte
17 Luglio Lug 2011 0925 17 luglio 2011

Dati IT in crescita: ma é una crescita sana?

GFK alcuni giorni fa ha presentato i dati sullo stato del mercato retail italiano.

L’aggregato europeo mostra un segno positivo nel periodo Gennaio/Maggio mentre il dato italiano per lo stesso intervallo temporale indica un secco -4.9%.
Alcune categorie merceologiche, però, hanno un andamento differente e in controtendenza.
Tra queste spiccano:
-/ Smartphone (per i quali continua lo switch vs cellulari tradizionali)
-/ Tablet PC (al daot dei table dedicherò un post a parte)
-/ Notebook

Proprio l’IT, quindi, sembra essere il settore che in questo momento sta sostenendo il settore per i dati di vendita. Ma è vera crescita? O meglio è una crescita sana?
Smarchiamo subito il primo punto. Si è vera crescita. GFK mostra i dati di vendita e se questi anno su anno sono positivi è innegabile che il mercato sia in crescita.
E’, però, una crescita sana?
Su questo punto, invece, si può e si deve analizzare meglio e ancora una volta è fondamentale guardare da cosa sia composto il dato.
I notebook hanno un netto segno positivo. Quindi si stanno vendendo (a discapito dei desktop che ormai quasi nessuno vuole più). Ma cosa si sta vendendo e come?

Complice una situazione molto caotica di mercato che si strascina ormai da più di sei mesi non passa settimana che non sia presente sul mercato qualche super offerta “taglio prezzo” “fuoritutto” o “sottocosto” con prezzi all’utente finale decisamente fuori mercato, prezzi che, guarda caso stanno poi trainando i dati di vendita. Una vendita, quindi, in crescita ma non sana ama generata in primis dagli stessi attori di mercato (principalmente i produttori e poi via via tutti gli altri tasselli della catena). Una crescita che dovrebbe far riflettere i player di questo mercato che al momento non lo stanno facendo.
Cambierà il modo di pianificare e vendere?
Qualcuno lo ha già fatto. Altri, in modo molto timido, lo stanno iniziando a pensare.
Sicuramente non è possibile continuare in questo modo con un approccio incentrato sulla pura produzione a volume di un prodotto che, per stesso volere del mercato, invecchia (almeno formalmente) ogni tre mesi ma in una nuova situazione di mercato in cui non è più possibile pensare ad un cambio di prodotto trimestrale.
Quale sarà il futuro? Come al solito stay tuned.

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