Nuovo Mondo
17 Luglio Lug 2011 1729 17 luglio 2011

Il pallone amaro dell'Argentina

Doveva essere l’evento dei grandi numeri, della tecnologia e delle emozioni, ma dopo ieri notte rischia di diventare il grande flop sportivo dell’anno. La Coppa America 2011 (dal 1° al 24 luglio) è nata come la prima grande manifestazione sportiva dell’era 2.0, trasmessa in chiaro con speciali, interviste ed opinioni interattive su un canale specifico di YouTube in 53 paesi, con la presenza delle tv di 204 nazioni, 30 milioni di dollari in biglietti e un giro d’affari di circa 1 miliardo di dollari. Poi è arrivata la doccia…fredda, nel vero senso del termine. Oltre al grande ghiaccio che ha accompagnato tutte le partite, pur non scoraggiando il pubblico ma sicuramente gli addetti ai lavori ed alla demotivazione delle grandi stelle, giunte stanche o appagate dalla lunghissima stagione europea (Messi, Aguero, Forlan, Pato) o attratte dalle grandi sirene del mercato, è accaduto ciò che tutti temevano ma nessuno osava dire: l’Argentina fuori ai quarti di finale. Riecco la maledizione: come nei Mondiali del 2006 e del 2010 e con il più tipico dei psicodrammi calcisitici: 1-1 dopo i tempi regolamentari, poi supplementari ed infine rigori, con il penalty calciato dall’idolo dei barrios Carlos Tevez parato da Fernando Muslera, argentino di nascita, decisivo per la sconfitta 5-6. E così come altri tecnici prima, altrettanto Batista ora dovrà cercare vanamente di spiegare perché una delle nazionali più talentuose di sempre, con in squadra il Pallone d’Oro 2009 e 2010 e decine di campioni plurivittoriosi continua ad essere una grande incompiuta. Figlia di un movimento diretto da 31 anni dal padre-padrone Julio Grondona sempre in sella nonostante si sia inimicato gran parte del calcio di casa, sempre in soggezione verso il Brasile pentacampeon che nei prossimi cinque anni organizzerà i migliori eventi sportivi (Confederation's Cup, Mondiali ed Olimpiadi), l’Argentina calcistica sperava nel rilancio ed ora invece tornerà ai problemi di sempre: violenza negli stadi, liti e ricerca di allenatori ed un campionato orfano della più grande squadra, il River Plate, retrocesso clamorosamente. Nel frattempo la Coppa prosegue in sordina con Colombia e Messico già fuori, Uruguay e Perù nella prima semifinale e Brasile e Cile che partono favorite su Paraguay e Venezuela per l’accesso alla seconda semifinale. E le stelle argentine staranno a guardare.

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