Arabic Portraits
19 Luglio Lug 2011 1211 19 luglio 2011

Tra razzismo e senso di colpa

Sembra essere l'unico pensiero delle madri expats. Trovare "una nanny affidabile" che badi ai figli. Per alcune (chi lavora) e' una necessità, certo, ma per la maggior parte solo uno status. Che significa un appartamento con minimo tre bedroom più la maid room, e cioè la stanza della colf (che spesso non ha nemmeno la finestra, tanto chissà a cosa sono abituate nei loro paesi). Per appena 300 euro al mese la maid o la nanny fa andare avanti casa e figli. Un prezzo ridicolo per l'impegno e la responsabilità che grava su giovani donne, in maggioranza filippine, indiane, bengalesi, indonesiane, malesi. Ma queste mamme, anziché essere grate a chi fa il lavoro familiare più duro e faticoso (pulire, stirare, cucinare, alzarsi la notte se i bimbi si svegliano), diventano pure razziste. Frutto di un comprensibile senso di colpa verso i figli? Forse. Ma pur sempre di razzismo si tratta. Il passatempo preferito e' parlare alle loro spalle. Perché delegano tutto, ma non va bene nulla: perché le filippine sono bugiarde e fregone, perché le indiane non sanno cosa sia l'igiene, perché tutte quante hanno abitudini barbare, sono ignoranti e chissà cosa insegnano ai bambini quando noi non ci siamo. E poi non sono affidabili, magari si innamorano, rimangono incinta e ti piantano in asso. Quanti di questi discorsi ho sentito. Come se pagare il lavoro che fanno volesse dire disporre delle loro vite. Vite dolorose, perché in maggioranza sono anche loro delle madri che, per garantire un futuro ai propri di figli (tutti nei paesi di origine perché qui la vita costa troppo) devono crescere quelli degli altri. Sopportando non solo il dolore di non vederli crescere, ma anche le peggiori umiliazioni. L'ultima trovata e' semplicemente aberrante, ma sta tristemente riscuotendo un enorme successo: telecamere in ogni stanza della casa per controllarle 24 ore su 24.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook