Giorgio Arfaras
L'economista greco
20 Luglio Lug 2011 1117 20 luglio 2011

Il panico e l'indifferenza

Da Obama a molti commentatori (1) arrivano i richiami alla realtà del disastro. Se non viene innalzato, con un accordo fra Democratici e Repubblicani, il tetto del debito che il governo federale può emettere (2), diventa impossibile, dal momento che il governo spende più di quel che incassa, far fronte a molti pagamenti. Da quelli meno importanti, come la manutenzione dei parchi nazionali, via via a salire verso quelli più importanti, come le retribuzioni dei pubblici dipendenti. Un governo, come quello statunitense, incapace di far fronte ai propri impegni, potrebbe creare una crisi finanziaria, che dura fin tanto che una soluzione non è trovata.

Eppure il mercato finanziario non reagisce minimamente. Si hanno due possibilità: a) Wall Street crede che sia il solito il “teatrino della politica”, e perciò è sicura che un accordo sarà trovato (3); dopo tutto esso è stato trovato ben 74 volte dal 1960. b) rifugge dal solo pensiero che un problema come questo possa esistere (4).

Si ha anche chi – in campo repubblicano - crede che lo scontro sia cercato da Obama. In caso di crisi, darebbe la colpa ai Repubblicani e si presenterebbe come salvatore della patria (5).


http://www.davemanuel.com/what-is-the-debt-ceiling-94/

http://www.slate.com/id/2299460/

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/c9fb562a-b22f-11e0-9d80-00144feabdc0.html#axzz1S57GaXac

http://www.thefiscaltimes.com/Columns/2011/07/19/Debt-Ceiling-Silence-What-Does-Wall-Street-Know.aspx

http://www.atimes.com/atimes/Global_Economy/MG19Dj01.html

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