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23 Luglio Lug 2011 0929 23 luglio 2011

Il Museo delle Idee

Nella sera in cui nello scorrere veloce dei tweet ho appreso la notizia della morte dell’artista Lucian Freud, famoso per il realismo con cui ritraeva i suoi soggetti, un’altra notizia colpisce la mia attenzione: opere concettualmente opposte a quelle del pittore britannico, appena scomparso, si presentano al mondo dell’arte.
Infatti pochi giorni fa è stata venduta per ben 10,000 $, da notare come spesso si inizia a parlare di nuove correnti artistiche appena queste diventano oggetto di scambio economico, un pezzo di arte non visibile.
Questo nuovo genere di opera creativa fa parte del progetto Museo dell’Arte non Visibile (MONA) messo in piedi dall’attore, e per di più artista contemporaneo alle prime armi, James Franco insieme al duo di arte concettuale Praxis, formato da Brainard e Delia Carey.
L’idea alla base di questo progetto, secondo quanto dicono i fondatori, è quella di ricordarci che viviamo in 2 tipi di mondo: un mondo fisico dove predomina il senso della vista e un mondo non fisico dove il pensiero regna sovrano.
Le opere artistiche appartenenti a quest’ultimo forniscono delle idee che fanno da volano all’immaginazione creando una realtà parallela fatta di immagini e pensieri. Oggi tutto questo può essere comprato al MONA, un museo progettato sulle idee.
Ma chi sono i primi acquirenti di questo nulla artistico?
Per ora un produttore web, una modella e l’attore americano Aimee Davison.
Quest’ultimo in particolare ha speso 10,000$ per l’opera “Fresh Air”: una boccata di ossigeno, cioè il concetto che in qualsiasi parte della Terra tu sia, ti è sempre possibile fermarti a respirare a pieni polmoni….
L’attore spiega anche che il motivo che lo ha convinto all’acquisto è stato non soltanto il fascino di questa opera fuori dagli schemi, ma anche perchè voleva farsi promotore di questo nuovo progeto di Social Media Art.
Seneca diceva ” le idee migliori sono di proprietà di tutti”, in questo caso non solo diventano capolavori artistici ma anche oggetto di scambio economico.
Se questo è un pretesto per creare un movimento di idee nuove per il mondo dell’arte ben venga, altrimenti lo scetticismo è lecito.

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