Teardrop
26 Luglio Lug 2011 2053 26 luglio 2011

La legge contro l’omofobia non è un affare per gay

La Camera non ha approvato la legge contro l’omofobia. La discussione attorno al provvedimento serve per decifrare il presente italiano. A favore della legge ha votato Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità. Gli altri esponenti del Governo hanno votato in modo diverso. Una situazione analoga si è registrata la scorsa settimana quando Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, non ha seguito la linea che il Consiglio dei ministri aveva deciso di seguire sul decreto dei rifiuti. Quando l’oggetto del contendere non è l’arresto preventivo di Tizio o di Caio la maggioranza non riesce ad avere un pensiero unico. Il problema vero del Governo è proprio questo. Quando sul banco da gioco arriva la politica vera le discussioni sui singoli non possono più essere spacciati per altro. Il loro bluff è troppo evidente.

La legge contro l’omofobia e quella sul testamento biologico sono gli unici due provvedimenti di politica sociale che sono stati discussi durante questa legislatura. I singoli capogruppo che hanno utilizzato il dopo partita per spiegare le loro posizioni sulla legge contro l’omofobia avrebbero dovuto porre l’attenzione sulla scomparsa della politica sociale. Un provvedimento per tutelare 6 milioni di italiani, tanti sono i cittadini che potrebbero aver bisogno di una legge contro l’omofobia, non evade le necessità degli altri. Se proprio non si vuol far niente per una parte consistente della nazione allora si deve fare qualcosa per l’altra. La maggioranza questo progetto per il paese non lo ha ancora disegnato. Le vicende giudiziarie potrebbero compromettere tutti i tentativi tardivi. Anche per le famiglie eterosessuali il Governo non sta facendo niente. Le citazioni che le riguardano rimangono tali.

L’avvicinamento dell’Udc alla maggioranza, necessario per affossare la legge contro l’omofobia, rivoluziona i piani di Bersani che pur di governare avrebbe stretto un’alleanza con Pierferdinando Casini. La base del Pd, attraverso internet, ha fatto capire che la scelta odierna dell’Udc allontana il partito centrista dall’opposizione. La sinistra ancora oggi paga le conseguenze del cattivo lavoro fatto dall’Unione sul riconoscimento delle coppie omosessuali. Bersani non può più permettersi un altro scivolone di questo tipo. Se il programma elettorale del Pd conterrà la legge contro l’omofobia e l’apertura del matrimonio alle coppie gay il leader politico dovrà fare di tutto per ottenere questi risultati che non interessano all’Udc.

La legge contro l’omofobia non è un affare per gay anche se a qualcuno piace pensarlo.

Colonna sonora: Walk on the Wild Side di Lou Reed rifatta da Joe Strummer. La musa ispiratrice di questa canzone è la trans Holly Woodlawn. Poche ore dopo l’affosso della legge contro l’omofobia è stata annunciata la morte di Giò Stajano, prima transessuale a dichiararsi in Italia. La donna era la nipote del gerarca fascista Achille Starace. Negli anni Ottanta lo stesso paese che il 26 luglio non ha promosso una legge contro l’omofobia è stato uno dei primi in Europa ad occuparsi del diritto riguardante le persone transessuali.

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