Giorgio Arfaras
L'economista greco
27 Luglio Lug 2011 2155 27 luglio 2011

Le cadute della borsa italiana

Si sono avute quattro cadute maggiori nel secondo dopoguerra. I numeri sono al netto dell'inflazione, quindi sono numeri “reali”, e non includono i dividendi, i costi di gestione e transazione e le imposte. La caduta degli anni sesssanta è stata notevole, come quella degli anni settanta, che in un sottoperiodo è stata anche peggiore. Poi si sono avuti venticinque anni di (relativa) tranquillità – circa dal 1985 al 2007 – e siamo arrivati all'ultima crisi. Negli sessanta e settanta abbiamo avuto una causa scatenante di natura essenzialmente interna (le nazionalizzazioni, l'inflazione, i sommovimenti sociali). Questa volta abbiamo l'intreccio fra i problemi del debito pubblico e la globalizzazione della finanza.

Caduta cumulata nei cinque anni Ripresa cumulata nei successivi cinque

1960-1965 -62,3% -0,5%

1970-1975 -62,6% -46,1%

1973-1978 -80,7% 72,6%

2007-2011 Circa il 50% ?

I numeri delle prime tre righe sono tratti da R.J. Shiller, Irrational Exuberance, Princeton, tavola 7.4

Si veda anche:

http://www.centroeinaudi.it/il-progetto-1/notizie-economiacentroeinaudiit-97/331-perch-la-borsa-italiana-va-peggio.html

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