Congiuntura
27 Luglio Lug 2011 1626 27 luglio 2011

Sui mercati serve più oggettività

L’ennesima giornata nera di Piazza affari non sarà dimenticata facilmente dagli operatori. Una settimana fa, l’euforia regnava sovrana. Ora, sono gli occhi spenti e stanchi dei trader a colpire. Li senti per telefono e capisci subito la profondità delle loro occhiaie. Mettiamo in chiaro una cosa: l’Italia non è al centro di un attacco speculativo. No, queste cose esistono solo nei film di serie B. Nel mercato reale, i driver delle scelte degli investitori sono altre. Nel nostro caso i cali non riguardano solamente Roma, riguardano tutta l’Europa. Ed è proprio a Bruxelles che dobbiamo guardare, se vogliamo parlare di contagio.

Il maxi fondo Efsf (European financial stability facility) ha modificato il suo assetto una settimana fa, dopo il Consiglio europeo. La riunione straordinaria dei governanti Ue doveva avere un solo scopo: dare un’antidoto all’eurozona. Operazione non riuscita. La Grecia continua a perdere terreno, come anche Dublino e Lisbona. Analogamente, Roma e Madrid stanno osservando un allargamento degli spread sui titoli di Stato che riflette tutta l’incertezza che ora è presente in Europa.

Fino a quanto durerà questo trend? L’impressione è che, fintanto che l’Ue avrà isolato le metastasi che si sono create, queste intaccheranno tutto il resto. Nel frattempo, tuttavia, c’è un aspetto che non si deve sottovalutare. Le banche italiane hanno diversi problemi irrisolti. Quello più importante è riguarda la fiducia. Nel mercato interbancario nessuno si fida dei nostri istituti di credito, che si ritrovano facilmente in carenza di liquidità. È un circolo vizioso, già vissuto nei giorni più bui del dopo Lehman Brothers. La somma dei due elementi - crisi dell’eurodebito e scarsa fiducia sulle nostre banche - stanno piegando Piazza affari. E non è detto che il peggio sia già arrivato. Ma, se vogliamo essere oggettivi, evitiamo di dare la colpa ai soliti noti.

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