Giorgio Arfaras
L'economista greco
4 Agosto Ago 2011 2301 04 agosto 2011

Domande agli idolatri

L'industria finanziaria – che è espressione più precisa di “finanza”, come industria culturale è espressione più precisa di “cultura” - è presa troppo sul serio – al limite dell'idolatria. Penso di poterlo dire, lavorandoci – con passione - da un quarto di secolo. Essa è un'attività come le altre, non è meglio né peggio della politica, del giornalismo, ecc.

Accade che venga – al di fuori dell'industria finanziaria medesima, che è ovviamente interessata a passare per un'attività “oggettiva” - presa tropppo sul serio, come se fosse un giudizio divino, per scopi meta-finanziari. Ossia, per interessi politici o per gusti ideologici. Esagero? Ecco - come si dice con fare ricattatorio – dei fatti – orrore positivista - che gli idolatri - per giustificarsi “teologicamente” - dovrebbero spiegare.

1) Le previsioni sono sempre (tranne un anno su molti anni) ottimiste. Gli investimenti arrivano ai massimi quando si è al picco, e ai minimi quando tutto crolla. Oggi, poi, esistono pochi paracaduti per fermare la discesa delle azioni. Possibile che gente così informata, si sbagli?

http://www.centroeinaudi.it/il-progetto-1/asset-allocation-economiacentroeinaudiit-100/1209-appunti-per-lasset-allocation-previsioni-e-portafogli.html

2) Il debito italiano non è messo peggio di quello di altri. Quest'anno e l'anno prossimo va in scadenza molto debito e ne viene offerto del nuovo ma in misura contenuta. Il debito italiano è detenuto dall'estero in una misura simile a quella degli altri paesi. Le banche italiane sono esposte sul debito italiano come le banche di altri paesi sul loro. Così come le banche di altri paesi sono esposte sull'Italia come nella media. Allora, perchè la “speculazione” specula?

http://www.centroeinaudi.it/il-progetto-1/asset-allocation-economiacentroeinaudiit-100/1216-perche-la-speculazione-specula.html

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