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8 Agosto Ago 2011 1608 08 agosto 2011

Se il mondo cambia in una settimana

Cosa è successo in questi primi sette giorni di Agosto? Il mercato azionario a livello mondiale è crollato (con perdite fino al 13% in Italia), lo spread BTP-Bund ha toccato i 414 punti base (superando quello tra i titoli decennali spagnoli e il Bund) e gli Stati Uniti hanno perso il loro rating storico di tripla A (l’agenzia Standard & Poor’s ha portato il rating, il giudizio sulla solvibilità finanziaria statunitense, ad AA+). Siamo dunque vicini all’abisso?

È difficile da dire e soprattutto da immaginare. Certo è che la notizia, per quanto non propriamente inattesa, del declassamento degli Stati Uniti ci fa sospettare che non ci sia più nulla a questo mondo, se mai c’è stato, di davvero risk-free (privo di rischio).

È vero che il rating assegnato agli Stati Uniti è comunque ottimo, ma in questo momento in cui anche le sorti dell’Eurozona sono appese ad un filo, con i mercati in attesa di segnali forti ed espliciti in particolare da parte della Germania e della Francia, il rischio sovrano è più alto che mai. L’assenza di un investimento risk-free, il cui rendimento è garantito, ha notevoli conseguenze per la finanza aziendale e la gestione dei portafogli. Basti pensare, ad esempio, che per la Teoria Moderna della finanza, gli investitori dovrebbero detenere una qualche combinazione di T-Bills (lo strumento privo di rischio) e del portafoglio di mercato (diciamo, lo stesso fondo comune). Senza uno strumento privo di rischio, in particolare che non può subire un default, l’approccio finanziario da seguire non può che essere differente.

(Nicola Zanella)

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