David Bidussa
Storia Minima
21 Agosto Ago 2011 2211 21 agosto 2011

21 agosto, un giorno, e non più una data

Nessuno ieri, 21 agosto, ha ricordato che 43 anni fa moriva la “Primavera di Praga”. Può essere che quella data appartenga a un ciclo di storia dato per chiuso, ma io non sarei così drastico, né così sicuro.

L’amnesia di ieri, ha un rapporto profondo e rivelatore con ciò che chiamiamo “memoria”.
Secondo me la memoria funziona seguendo due modalità opposte.
Prima modalità. Riguarda l’identità ereditata e coinvolge la storia del proprio gruppo di riferimento. Popoli e gruppi possono solo dimenticare il presente, non il passato. Gli individui che formano il gruppo possono dimenticare solo eventi accaduti nel corso della loro vita; essi non possono dimenticare il passato che li precede, come il singolo individuo dimentica i primi stadi della sua stessa vita.
Se invece è l’oblio a manifestarsi, allora vuol dire che è la seconda modalità a prevalere.
Seconda modalità. Si fonda su una distinzione tra il passato recente, che in un certo senso fa parte ancora del presente, e il passato ricordato che dipende dalla rappresentazione che ne diamo, da come ne parliamo. E dunque dalle cose che si dicono, ma anche da quelle che si tacciono. Questo non dipende solo da ciò che dimentichiamo per amnesia, ma perché una parte di quel tempo lo avvertiamo non solo lontano da noi, ma anche diverso da ciò che noi diciamo di essere.
Quel passato, in altre parole ci imbarazza. E ci imbarazza perché chiama in causa scelte, atti, valori, storie che hanno una relazione con il nostro oggi e che parlano della nostra trasformazione. Ovvero parlano di un’Europa che avremmo voluto essere e che allora abbiamo pensato di potere finalmente essere, ma che di nuovo non siamo stati in grado di essere. In breve quella data parla di una sconfitta.

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