grand-tour
22 Agosto Ago 2011 1640 22 agosto 2011

Un UFO in Riviera

Certo: questa moda che l'architettura debba corrispondere ai luoghi è roba passata, per la maggior parte degli architetti, e forse anche ai clienti interessa poco. L'importante è garantire un certo appeal superficiale, come nelle migliori confezioni, scatole vuote, catturare l'attenzione e attrarre un certo numero e genere di capitali.

E d'altra parte basta osservare cosa diffondono le riviste del settore: immagini patinate di architetture per lo più deserte, senza persone, tanto che spesso non si capisce se quello che si vede è vero o simulato, insomma un rendering prodotto da un calcolatore elettronico o lo scatto fotografico di un tizio un tantino misantropo.

Qui a Rimini, diretti al Monte dalla stazione, era un po' di volte che facevamo il filo all'UFO, la principale attrazione del nuovo Palacongressi, ultimo progetto italiano dello studio tedesco GMP Architekten (Von Gerkan, Marg und Partner), che dopo la Nuova Fiera di Rimini del 2001 costruisce in questa parte d'Italia. Alla fiera infatti (foto qui sotto) sono seguite altre commesse tra cui l'aeroporto di Ancona, l'ospedale di Verona, gli ampliamenti dei quartieri fieristici di Verona ed Arezzo. Mica male! Anche in architettura funziona la catena, l'abbiamo già detto...

A noi di tutti questi progetti, efficienti macchine commerciali, quel disco ci sembra un po' eccessivo, o invece fa il suo lavoro acchiappando l'attenzione, e d'altra parte per quello è stato pensato come testa dell'intervento, immaginiamo, non certo per dare un tocco di charme all'edificio. Ma il mare?

Quel minimo un'architettura dovrebbe rispondere a un luogo, per non dare l'impressione di poter essere ogni dove, appunto.

Ora che è finito, e perfettamente illuminato da tempo, speriamo almeno inizi a funzionare. A quanto pare solo a lavori quasi ultimati sono saltati fuori alcuni problemini legati alla normativa antisismica... ma in Italia si sa: un modo per aggiustarsi si trova sempre.

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