Saro Capozzoli
Bussola cinese
23 Agosto Ago 2011 0020 22 agosto 2011

Riforme strutturali alla cinese per risanare l’Italia: i lavori pubblici e grandi progetti.

Come riforma strutturale fondamentale per contribuire al risanamento del nostro debito pubblico, definirei regole per porre una data certa alla conclusione dei lavori pubblici e pagati dallo stato.

Con gare realmente aperte alle imprese europee e trasparenti nella loro gestione e l’obbligatorietà di finire i lavori entro le date previste e con la qualità degli stessi certificata da enti terzi, si dovrebbe mettere fine alla pratica tutta italiana di far lievitare i costi allungando i tempi di esecuzione e i costi all’infnito.

Le penali per chi non rispetta tale regole dovrebbero essere molto molto pesanti:

a partire da forti multe per ogni settimana di ritardo, alla sospensione delle licenze per eseguire qualsiasi altro lavoro su tutto il territorio nazionale se il ritardo si dovesse estendere oltre le 10 settimane, e persino al carcere per i dirigenti lavori e proprietari delle aziende appaltatrici, se si trovassero truffe e materiali scadenti oltre che difetti nell’esecuzione delle opere stesse.

In Asia, truffare lo stato è un grave reato e non ci possono essere attenuanti.

Gran parte del nostro debito è lievitato anche grazie a lavori pubblici e appalti interminabili che non sono mai costati quanto preventivato: come è successo per il passante ferroviario di Milano (partito nello stesso anno di quello di Ginevra, ma finito con 10 anni di ritardo e con un costo lievitato altrettanto, mentre a Ginevra lo hanno completato nei tempi e nei costi previsti sin dall’inizio), la metropolitana di Milano che inspiegabilmente costa al chilometro più che a Tokio o a Londra, la famosa Salerno-Reggio Calabria, la ferrovia ad Alta velocità che è stata costruita affiancandola all’autostrada, cosa che ha costretto a rifare tutte le strutture autostradali assieme ai lavori della ferrovia e con tempi anch’essi lievitati.

Una riforma di questo tipo, porterebbe al controllo stretto dei costi e alla “selezione naturale” di quelle imprese che non saranno in grado di mantenere gli impegni come invece succede in tutto il mondo.

In Cina si sono costruiti grattacieli di 600 metri di altezza in meno di 24 mesi, e ponti sul mare aperto lunghi 40 km in meno di 4 anni.

Non credo che avremo progetti così ambizioni, ma se nel nostro piccolo si rispettassero i tempi e si blindassero i costi, dando anche accesso alle imprese europee, che stranamente non riescono quasi mai a vincere appalti in Italia, forse potremmo risparmiare dei soldi per altre cose, tipo la Scuola e la ricerca scientifica.

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