Saro Capozzoli
Bussola cinese
24 Agosto Ago 2011 2314 24 agosto 2011

Programma Spaziale Cinese: una sfida per l'occidente

Il sogno americano, la sensazione di potersi permettere tutto e di non avere limiti, è forse arrivato alla fine, almeno per il momento.

Mentre l’america fatica ad uscire dalle guerre e i politici litigano su come trattare il debito pubblico e su chi dovrebbe prendersene carico, si riducono i fondi al programma spaziale chiudendo molte ricerche ed esplorazioni già decise.

Con lo stop al programma dello Space Shuttle, il rischio che si corre è che per inviare i propri satelliti o i rifornimenti alla stazione spaziale internazionale in orbita, ci si dovrà rivolgere sempre di più al vecchio nemico di sempre, alla Russia, e a breve forse anche al nemico del futuro, la Cina.

Si legge in questi giorni che i cinesi stanno pensando di cambiare la direzione dell’asteroide Apophis, un bolide di 350 metri, che dovrebbe scontrarsi con la Terra il 13 aprile 2036. Se questo avvenisse, sarebbe la fine per il mondo come lo conosciamo adesso.

Un’idea ambiziosa che è certamente ora alla portata dei cinesi.

Quindi, mentre noi siamo a fare i conti con la crisi, con le banche e Stati sovrani sull’orlo del fallimento, si fanno guerre per il petrolio, i cinesi stanno cercando di capire come fare per fermare l’asteroide e su come cambiare il possibile nefasto destino della Terra.

Il programma spaziale cinese per il volo umano è stato coltivato in gran segreto, cercando di imparare da quello che è stato già fatto da altri, americani e russi in primis. Sono stati in grado di condensare 60 anni di sviluppo di tecnologia spaziale in solo 20 anni, ma con la spinta di andare oltre, di comprendere quello che per noi sono i sogni da ragazzi, l’esplorazione del cosmo, la base luna di Spazio 1999, per esempio.

Anni fa incontrai un vecchio professore cinese che mi ha raccontato che all’inizio del programma spaziale cinese uno dei problemi più grandi era come garantire la tenuta stagna alle giunture dei guanti e del casco delle tute spaziali. Hanno fatto tanti tentativi e alla fine hanno pensato di risolvere il problema in una maniera tutta cinese: costruendo un grande evento con tanti temi ma con un solo obiettivo principale, quindi senza andare diretti al punto per non insospettire. E’ stata quindi organizzata nel 2000 una grande mostra sull’era spaziale a Shanghai e come contributo, l’università organizzatrice ha chiesto come contributo ai russi una vecchia tuta spaziale anni ’70 da mostrare al pubblico in uno spazio gigantesco dedicato alla storia dell’esplorazione spaziale e con particolare enfasi verso la Russia. Ricordo che gli americani non hanno contribuito molto se non con qualche foto. Per questo motivo era stato persino ricreato uno Space Shuttle americano costruito tutto in legno, una perfetta riproduzione in dimensioni reali che si poteva anche vistare all’interno. Ho visitato la mostra, pagando ben 200 RMB, circa 20 euro, una enormità se si considerano i prezzi per eventi simili in Cina.

Come previsto, alla fine sono riusciti ad avere una tuta spaziale da esibire come trofeo, che è stata ovviamente attentamente studiata raggiungendo il loro obiettivo di produrre tute spaziali perfettamente ermetiche.

Dopo 10 anni, i cinesi hanno inviato più volte nello spazio i loro astronauti, il primo fu lanciato con il razzo Shenzhou 5, che trasportò in orbita, il 15 ottobre 2003 Yang Liwei. La Cina divenne così la terza nazione ad inviare un uomo in orbita indipendentemente.

Il programma spaziale cinese prevede quindi la possibilità di esplorare la superficie della Luna entro il 2020, ma non tanto per farsi una passeggiata, ma con l’intento ben preciso di valutare lo sfruttamento minerario di certi elementi e minerali fondamentali. Un esempio tra tutti è la ricerca di Helio 3, un isotopo che è molto molto raro sulla Terra ma che potrebbe essere utilizzato da un reattore a fusione per produrre energia. L’università di Hefei sembra che sia decenni più avanti delle ricerche europee su questo fronte, perché mentre noi tagliamo i soldi alla ricerca, i cinesi la alimentano più che possono e su questioni fondamentali non si tirano indietro. La connessione tra industria cinese e università è molto stretta ed è per questo che l'approccio accademico in Cina è da valutarsi con attenzione perchè mentre noi pensiamo di discutere con accademici, l'industria cinese trae da subito beneficio da queste collaborazioni. Non per nulla gli atenei cinesi devono fare utili come se fossero aziende vere e proprio.

A settembre di quest’anno la Cina lancerà il primo satellite occidentale in orbita per conto di un paese europeo.

Sarà il primo lancio in assoluto di questo tipo e segnerà quindi una nuova era. Lo sdoganamento delle piattaforme di lancio cinesi anche per il servizio commerciale, è una boccata di ossigeno insperata per chi ha bisogno di estendere i proprio servizi di telecomunicazioni con nuovi satelliti, specie dopo le difficoltà della NASA e anche dopo i 6 fallimenti recenti di lancio di satelliti da parte dei russi (l’ultimo razzo che doveva portare rifornimenti alla stazione spaziale internazionale ha fallito il compito proprio ieri).

Da tutto questo possiamo trarne una conclusione: l’Europa dovrebbe rilanciare e rafforzare il proprio ruolo nel mondo nell'ambito aereospaziale. Un’occasione per inserirsi in un settore che non potrà essere lasciato in mano solo ai cinesi o agli indiani, e per non dover dipendere da loro in un prossimo futuro.

L’esplorazione spaziale ha portato a cambiamenti che vediamo ogni giorno (schermi a cristalli liquidi, transistors, micro tecnologie, tecnologie medicali e diagnostiche, etc.) dato le ricadute tecnologiche sono enormi. Sinceramente preferisco avere un vantaggio tecnologico o una scoperta che provenga da uno studio per l’esplorazione spaziale piuttosto che dallo sviluppo di tecnologie per rendere le armi più letali.

Ridurre le spese militari per stanziare più fondi per il programma spaziale europeo non rappresenta un costo o uno spreco, ma un investimento ed una necessità strategica per non dover dover lanciare un giorno i nostri satelliti, per telecomunicazioni e altro, con le catapulte o con le fionde, o magari parare gli asteroidi con una racchetta da tennis…

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